19/12/10

Dropout (Tinto Brass)

Dropout
di Tinto Brass (1970 ITA 109')
Parlo di questo film perchè lo sto cercando praticamente da sempre e non l'ho mai intercettato in alcun formato (tv, vhs, dvd), mentre altri gioielli del primo Brass come L'urlo e Nerosubianco sono stati trasmessi dai canali satellitari. Il titolo Dropout si riferisce alla volontà di sciogliere i legami col proprio mondo di appartenenza, abbandonandosi al vagabondaggio, alla contemplazione e all’amore. Nella Londra dei primi anni Settanta i due protagonisti del film, interpretati da Franco Nero e Vanessa Redgrave (anche produttori della pellicola), molto diversi tra loro, ma intimamente uniti nel profondo scelgono di diventare dei dropouts. Lui è recentemente evaso dal manicomio giudiziario di Breadmore in cui è stato ricoverato per oscuri motivi e lei è una casalinga inquieta di estrazione borghese, apparentemente felicemente sposata, che viene rapita da quest’ultimo. Nel rapimento lei scopre il mondo che le convenzioni sociali della sua classe le hanno tenuto accuratamente nascosto. I due vivono così una breve fuga attraverso il mondo del sottoproletariato inglese, una caleidoscopica incursione tra bassifondi popolati da barboni, alla riscoperta del piacere della vita e del sesso, in nome della rivolta e della trasgressione, fino all’ineluttabile fallimento del loro sogno di cartapesta. Brass è un talento irregolare, genialoide, atipico e scontroso, qui con buona ispirazione poetica e con un taglio sperimentale (tipico delle sue prime creazioni) tesse un elogio, dalla parte degli emarginati, della follia inquadrata come poesia del vivere. Morandini dice che  si tratta di “un tipico esempio della controcultura degli anni Sessanta, di cui, sotto la scorza allegramente spregiudicata, rivela la dolorosa disperazione; è un agile film in cui Brass ritrova l’ispirazione del suo esordio con una rappresentazione – realistica ma anche simbolica – di una Londra beckettiana di detriti, rovine, immondizie”.  Di Giammatteo ci dice che il film “traduce limpidamente l’utopia anarcoide e libertaria del migliore Tinto Brass, proteso a ritrovare una struttura filmica (specie nel montaggio) che si adegui alla struttura del racconto…L’ispirazione di Dropout si ritrova sia nel film di viaggio sia nella fiaba classica, opportunamente stravolta; ma in realtà la spinta sperimentale trasforma presto queste indicazioni in semplici punti di riferimento e fa del film una galleria onirica in cui dialogo e suono sono i necessari sostegni per le associazioni visive, quasi tutte imprevedibili”. Tinto Brass in un gustoso cameo interpreta un dropout e un boss/mercante d'arte e cultore della pornografia, che è ossessionato da Vanessa Redgrave (per le sue movenze puttanesche), ma lei lo sbeffeggia cantando; lui le farà un occhio nero. Il motto del film che campeggia sui muri è “Work is anti-life”, che si ricollega all’esordio di Brass Chi lavora è perduto. Un altro entusiastico approfondimento lo si trova qui. Chi ce l'ha batta un colpo...oppure case distributrici di cinema d'autore editatelo!!! e poi Brass tira solo col nome sull'etichetta del dvd...

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