06/03/08

Necron

Necron

Per trovare l’estremo alle volte non serve andar lontano.
Possono essere sufficienti 14 albi a fumetti, disegnati da Magnus, su testi di una fantomatica Ilaria Volpe, secondo alcuni pseudonimo dell’artista stesso e pubblicati inizialmente in albi di formato economico.
La dottoressa Frieda Boher, arrapante e straordinaria biologa, dal cuore freddo come i cadaveri dai quali solo trae godimento, lavora in un centro studi per trapianti, e mentre regolarmente respinge le avances dei suoi colleghi uomini dal sangue ancora caldo, trafuga organi e membra, tra cui le braccia di un gigante, il pene di un superdotato, il cervello di un sottosviluppato…(”quello di uno scrittore di fumetti dell’orrore andrà benissimo”) che poi mette insieme per creare Necron, mostro dai testicoli elettrici, vorace fino al cannibalismo e costantemente eccitato, che usa come strumento per soddisfare le proprie voglie di necrofilia e per le sue malefatte criminose.
Frieda addestra la sua creatura all’obbedienza, punendo a suon di frustate i suoi frequenti colpi di testa e concedendogli di leccarla o di possederla in caso di premio…o in caso di voglia della padrona stessa.


In questa rivisitazione proto-pulp e femminista del Frankestein di Mary Shelley, che mantiene costante il debito con la sua ispiratrice fino alla ribellione finale di Necron che si unisce ad altri reietti e abbandona Frida al proprio tragico destino, Magnus riesce nel piccolo miracolo di ammantare di grottesco e di allegro erotismo gli orrori più indicibili e i crimini più efferati di cui si macchieranno i due antieroi.

"Se l'unione di due amanti è effetto di un travolgimento passionale, l'unione stessa richiamerà la morte, come desiderio di omicidio o di suicidio...Nessuno può negare che un elemento essenziale dell'eccitazione sia il sentimento di crollo o naufragio...un movimento di perdita che si muta presto in tragedia e si arresta solo nella morte...poichè la violenza è smarrimento, e lo smarrimento si identifica con le furie voluttuose che la violenza ci procura."
George Bataille, L' Erotismo.

Che il sesso sia con voi.


Esta Noite Encarnarei no Teu Cadáver

Esta Noite Encarnarei no Teu Cadáver
di José Mojica Marins (1967 BRA 107')

"Delirios de um Anormal":http://www.youtube.com/watch?v=Wy2CkFn-UgU

03/03/08

Zero in Condotta

Zéro de conduite
di Jean Vigo (1933 FRA 44')
Con Jean Dasté, Robert Le Flon, Delphine, Du Verron,
Louise Berger, Michelle Fagard, Louis Lefèbvre

"Col pretesto che il cinema è nato ieri, noi ce ne serviamo infantilmente nello stesso modo in cui un papà balbetta per farsi comprendere dal suo bimbo. Dirigersi verso un cinema sociale è consentire di svolgere una miriade di soggetti che l'attualità consentirebbe di rimuovere di continuo. E' liberarsi di un paio di labbra che mettono tremila metri per unirsi e quasi altrettanti per staccarsi. Andare verso il cinema sociale vuol dire essere d'accordo, pretendere, permettere, che il cinema dica qualcosa e svegli altre eco oltre ai rutti di quei «Signore e Signori!» che al cinema ci vanno per digerire." (Jean Vigo)

"Zero in Condotta" è un film incentrato sulla vita in collegio, come metafora della società borghese, microcosmo oppressivo in cui ai ragazzi viene tolta ogni minima libertà e represse con ogni mezzo fantasia e immaginazione. Nel film viene indagato profondamente e poeticamente, fino alle radici primigenie, il rapporto conflittuale tra libertà e autorità e lo stupefacente risultato finale è insieme un'aspra critica alla società dell'epoca e un tenero ritratto dell'infanzia.
Vigo ne firma la regia, il soggetto, la sceneggiatura, i dialoghi e il montaggio, prendendo parte anche all'allestimento delle scenografie, svelandosi grazie a questo film e al leggendario "Atalante" come uno degli autori più importanti del cinema di tutti i tempi e parallelamente come uno dei più implacabili demistificatori della nostra insensata Società dell'Apparenza. Il giovane Jean, peraltro, fu allevato nelle stanze convulse e fumose dei dibattiti politici, imparando a giocare a nascondino nei cortili della prigione durante le visite al padre incarcerato. Una vita breve e tumultuosa la sua, segnata dal tragico destino del padre, popolare militante anarchico (conosciuto col nome d'arte di Miguel Almereyda) con innumerevoli coinvolgimenti in avvenimenti di rilievo nazionale francese. Nella sua breve carriera (stroncato dalla tisi a soli 29 anni) Jean mostrerà l'autobiografia (egli stesso trascorse un difficile periodo di segregazione in collegio), come radice creativa di un fiammeggiante operare artistico, posto sotto il segno dell'insofferenza, della liberazione e della riconquista della memoria.
"Zero in Condotta" è uno dei più folgoranti inni alla libertà che ci ha regalato la Settima Arte: attraverso la storia di quattro ragazzi che insorgono pacificamente (il clou della loro battaglia è una rivolta a colpi di cuscino...) contro la tronfia società oppressiva degli adulti, Vigo raggiunge momenti toccanti, surreali e poetici e parallelamente mette selvaggiamente a nudo la vacuità delle istituzioni e dei cerimoniali. Le autorità, nel film, sono impersonate da esangui fantocci, l'odioso preside della scuola è un nano astruso e tutti gli adulti che compaiono nel film sono praticamente muti, eccetto che nelle occasioni ufficiali in cui non fanno altro che ripetere stanche formule, secondo imperturbabili rituali mortuari ai quali tenacemente si affidano per non scomparire.
Il cinema dell'infanzia creativa e ribelle contro la disciplina della società borghese ha origine da questo film, lo stendardo del pensiero libero vi campeggia, incredibilmente affrancato dalle pastoie della politica, dalle granitiche certezze della cultura ufficiale e dagli incrollabili dogmi di fede.
"Zero in condotta", all'epoca, rimase in programmazione poche settimane, con scarso successo di pubblico e di critica, successivamente venne bollato come film anti-francese (accusato di ferocità e crudeltà alla morale pubblica e verso le istituzioni) e venne sottoposto a pesanti tagli sia da parte della produzione che della censura, per poi infine scomparire dal circuito delle sale per trent'anni.
Ma a distanza di più di settanta anni la sua portata innovativa rimane lampante, anche perchè è uno di quei film che riesce a comunicare sia col nostro cervello che col nostro cuore.

"Lo spirito di questo film, la sua ferocia e la sua gaiezza, la totale assenza di una ben costruita diagnosi costruttiva e di prescrizione, l'enorme forza liberatrice del suo quasi nichilismo, il suo humour, la sua crudezza, la sua gentilezza, criminalità e astuzia costituiscono una convincente espressione rivoluzionaria." (James Agee)
"...con Vigo l'utopia entra nella vita quotidiana e la quotidianità diventa luogo o ponte verso quell'età della gioia che esiste solo negli occhi dei bambini scalzi nel sole, nei cuori coperti di croste dei folli o nelle lacrime, amare, dei "quasi adatti" che hanno fatto del loro tetto un pugno di stelle."
(Pino Bertelli, critico luminescente a cui devo questo post e di cui consiglio tutti i libri)

01/03/08

Frankenstein meets the Spacemonster

Frankenstein meets the Spacemonster
di Robert Gaffney (1965 USA 79')

25/02/08

Marzo al Clan Destino

Marzo Scaglie 2008

Domenica 2 ore 21.30
Meet the Feebles
di Peter Jackson (1989 NZ 94’)
Parodia oltraggiosa, dissacrante e spassosa del Muppet Show con il tipico gusto del regista per l’umorismo nero e bizzarro e per le situazioni sanguinolente ed eccentriche...verrete letteralmente immersi in un altro mondo tra conigli ninfomani che si ammalano di AIDS, trichechi manager che arrotondano con traffici illeciti sia di droga che di pornografia sadomaso, mosche/paparazzi che letteralmente setacciano gli escrementi e decine di altri animali tutti irrimediabilmente deviati...tutto sommato (in fondo e dietro le apparenze) assomiglia al nostro mondo!

Martedì 4 ore 21.30
Paprika
di Satoshi Kon (2006 GIAP 90’)
Ancora la scienza ignora i motivi profondi per cui gli esseri umani sognano, in questo film però gli scienziati riescono a creare un congegno, il DC-mini, in grado di registrare, analizzare e modificare i sogni stessi. La scoperta è un’arma a doppio taglio, in quanto può permettere ad alcuni esseri umani conseguentemente di impadronirsi di tutti i sogni del pianeta. Grazie alla raffinatissima animazione il regista si muove ininterrottamente, con incredibile maestria e poesia, tra i vari piani di realtà ed immaginazione, regalandoci così uno dei must degli ultimi anni. Da un libro dello scrittore di fantascienza Yasutaka Tsutsui.

Domenica 9 ore 21.30
Amore Tossico
di Claudio Caligari (1983 ITA 90’)
Per chi ha vissuto quegli anni (e all’epoca aveva all’incirca venti anni) il film è un lancinante spaccato della realtà di quel tempo. Il sottovalutato Caligari servendosi di un gruppo di attori non professionisti, quasi tutti tossicodipendenti o ex-tossicodipendenti, documenta la realtà della loro drammatica vita quotidiana, totalmente impegnata ed assorbita tra droga, furti, conseguenti problemi con la polizia e la costante flebile speranza di disintossicarsi e cambiare vita. Gli intenti sono sinceri e traspare un’umana sofferenza, nulla è gratuito, tanto che i risultati lo avvicinano al “Las Hurdes” di Bunuel e all’ “Accattone” di Pasolini. Un vero pugno nello stomaco. All’epoca venne distribuito e portato al festival di Venezia grazie all’interessamento del mai abbastanza compianto Marco Ferreri.

Martedì 11 ore 21.30
Punch-Drunk Love
di Paul Thomas Anderson (2002 USA 95’)
Non è altro che la messinscena di un “21st Century Schizoid Man”, questo virtuosistico e spiazzante film postmoderno, realizzato da uno dei registi più innovativi degli ultimi anni (imperdibile in sala “Il Petroliere – There will be blood”), asssolutamente incompreso da buona parte della critica cinematografica nostrana. Una commedia e contemporaneamente una storia d’amore, ma creata utilizzando immmagini e suoni insoliti, amalgamati e accostati con uno stile sincopato e dissociato, che richiama le dinamiche mentali del protagonista e che fa del film una godibile opera sperimentale. Da rivedere.

Domenica 16 ore 21.30
Corto Maltese: Corte Sconta Detta Arcana
di Pascal Morelli (2002 FRA/ITA/Lux 92’)
Un avventura in cui lasciarsi trasportare come in un miraggio: Venezia, dicembre del 1918, i giorni si lasciano andare come foglie al vento, ma per Corto Maltese è giunto il momento di rimettersi in viaggio. Lo aspettano gli intrighi di Hong Kong, la guerra in Manciuria, le nevi dell'inverno siberiano e... l'oro dello zar, sfuggito alla rivoluzione e finito nelle mani dell'ammiraglio Kolchak. A volerlo sono in tanti, primi tra tutti Corto e il pirata Rasputin, alleati della setta rivoluzionaria cinese delle Lanterne Rosse, capitanata dalla misteriosa Shangai-Li. Poi, la duchessa lealista Marina Seminova e alcuni crudeli signori della guerra, come i generali Semenoff e Chang, e il barone von Ungern. Inevitabile la battaglia di tutti contro tutti, ma a cavallo di treni blindati armati di cannoni.

Martedì 18 ore 21.30
The Notorious Bettie Page
di Mary Harron (2005 USA 100’)
Film biografico sulla storia della “regina delle pin-up” Bettie Page, con Gretchen Mol nei suoi maliziosi panni, ambientato tra la metà degli anni Trenta e la metà degli anni Cinquanta. Bettie Page è diventata con il passare degli anni un’icona pop universalmente riconosciuta e contemporaneamente il prototipo della cultura fetish. Nonostante ciò, questo film in Italia è praticamente invisibile. Probabilmente la pellicola contribuirà ad esaudire il desiderio di Bettie di farsi “ricordare come una donna che ha cambiato le opinioni della gente riguardo alla nudità”.

Martedì 25 ore 21.30
Eating Raoul
di Paul Bartel (1982 USA 90’)
Geniale incursione del mitico Paul Bartel nella black comedy per un film esilarante e velenoso che si scaglia sul capitalismo e sulle classi dirigenti americane che, appollaiate tra ricchezze e privilegi, continuano a esaltare a parole il mito del sogno americano, mentre nei fatti fanno letteralmente di tutto per impedirne subdolamente l’attuazione. Interpretato dallo stesso Paul Bartel e dall’icona warholiana Mary Woronov, eccentrica coppia di losers col sogno di inaugurare un ristorante, il film si configura come una satira sferzante sui valori borghesi, la famiglia, il matrimonio, il successo, la ricchezza e il rampantismo sociale. Emerge, tra le righe, la difficoltà di vivere al mondo d’oggi, ma il finale e l’atmosfera che si respira vengono ad essere un’incitazione rivolta agli emarginati e ai perdenti a non darsi mai per sconfitti e ad andare avanti nonostante le apparenti evidenze.

Domenica 30 ore 21.30
Happiness
di Todd Solondz (1998 USA 134’)
E’ il film, intriso di sferzante humour nero, che ha svelato il talento di Solondz nel nostro paese...va rimarcato che i suoi notevoli lavori successivi attendono tuttora una distribuzione. Questo film è un affresco polifonico al vetriolo sulla condizione della borghesia nella società occidentale...un mondo in cui qualsiasi violenza e trasgressione viene riassorbita senza alcuna difficoltà, pur di perpetuare ipocritamente la finzione del quieto vivere...si ride, ma a denti stretti.

24/02/08

The Bead Game

The Bead Game
Ishu Patel (1977 CAN 6')

E' animato in stop-motion...

21/02/08

Strange Dolls

San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l'aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.
Ritornava una rondine al tetto:
l'uccisero: cadde tra i spini;
ella aveva nel becco un insetto:
la cena dei suoi rondinini.
Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell'ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.
Anche un uomo tornava al suo nido:
l'uccisero, disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono.
Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.
E tu, Cielo, dall'alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d'un pianto di stelle lo inondi
quest'atomo opaco del Male!
(X Agosto, Giovanni Pascoli)
Amo i contrasti.
E devo dire che Beth Robinson con le sue fantasmagoriche e stordenti creature incarna alla perfezione l'atmosfera di questa poesia: singolari bambole deviate e inquietanti bambole organiche, confezionate con frammenti di vita e create con intuizioni che scaturiscono direttamente dallo spirito dell'artista, quando si trova in condizioni di particolare capacità ricettiva...nella sua bizzarra arte, stregata e ammaliante, si assapora in alcuni casi l'acre gusto del dolore di vivere, mentre in altri ci si lascia semplicemente sorprendere da eccentriche creature decisamente piovute da un'altra dimensione...il nostro futuro?
http://www.strangedolls.net/ooak.html