16/12/11

Blow Job (Alberto Cavallone)

Blow Job 
di Alberto Cavallone (1980 ITA 78')
Film da deretano al vento questo insulso pastiche con sceneggiatura sconnessa e ritmo catatonico che mescola streghe orbe, erotismo esoterico e ballo in maschera. La copia da me visionata dura 78' ed è stata sicuramente epurata dalle scene hard e dubito comunque che il reinserimento di queste possa cambiarne l'andamento o la riuscita complessiva. I richiami alle "Porte della Percezione" di Huxley e al libro "A scuola dello stregone" di Carlos Castaneda sono veramente spesi male e l'estro visionario di Cavallone (altrove impressionante) è purtroppo ridotto al lumicino. Si salvano solo due sequenze: quella in cui lo spaesato protagonista (interpretato da un burino di rara cafonaggine, ben rappresentato dalla sua battuta scult alla visione di una donna maciullata dopo essersi buttata dal balcone: "siamo fatti di budella, di merda, di roba molliccia") viene ipnotizzato e sedotto tramite una danza erotica rituale dalla strega nuda (La Strega Nuda era poi il titolo pensato in origine dal regista) in una sorta di grotta arredata per l'occasione; e quella surreale in cui una gracchiante donna/volatile viene sodomizzata da uno dei partecipanti ad uno strano ballo sabbatico. A parziale scusa per lo scadente risultato vi è la morte violenta (un suicidio) di uno dei coproduttori durante la lavorazione della pellicola che ha lasciato la troupe senza una lira a film appena iniziato. Un film che ridimensiona in parte il giudizio sull'autore (era meglio insomma rimanesse nell'invisibilità in cui è rimasto per anni!). Una pellicola che nella introvabile versione integrale potrebbe essere apprezzata forse solo dai feticisti del porno weird.

15/12/11

Otis N'Dwayne

Otis N'wayne
di Dylan O'Neil (2010 USA)
Tra John Waters, la Troma ed Harmony Korine...Trash isn't dead...
recentemente presentato con grande scalpore al Rizoma Festival di Madrid!!!

"Tra arte e spazzatura c'è pochissima distanza...la spazzatura che contiene un grano di follia è per questo più vicina all'arte" 
(Douglas Sirk)
Il sito...

12/12/11

Le carcasse in potenza (Francis Bacon)

Le carcasse in potenza (Francis Bacon)

"Noi siamo carne, siamo delle carcasse in potenza...se vado dal macellaio, trovo sempre sorprendente di non essere là io, al posto dell'animale..."
(Francis Bacon)

11/12/11

Nel più alto dei cieli (Silvano Agosti)

Nel più alto dei cieli
di Silvano Agosti (1977 ITA 85')
Già dalla didascalia iniziale siamo avvertiti "la vicenda narrata in questo film è immaginaria, i personaggi che la vivono no". Film barbarico, disturbante, allegorico e apparentemente senza alcuna speranza riposta sugli esseri umani rappresentati, incredibilmente proveniente da quel docile poeta qual è Agosti che, negli ultimi anni, ha pure fatto domanda all'Unesco e alle Nazioni Unite affinché l'essere umano venga dichiarato patrimonio dell'umanità.  L'affascinante regista  attualmente considera ogni persona un capolavoro da esplorare all'infinito e dichiara "io non credo che né la natura e né l'uomo siano malvagi, mai"; mentre in questa pellicola mostra un gruppo di individui che, lasciati in una situazione estrema (chiusi per giorni in un ascensore ultramoderno), si tramutano progressivamente in veri e propri mostri perdendo ogni freno morale e ogni minima parvenza di bontà. Ironicamente l'ascensore è collocato nel Vaticano e i quindici individui si stanno preparando per essere accolti in udienza dal Santo Padre, tra loro c'è di tutto: un prete marxista, un sindacalista, alcune suore, due adolescenti, un sacerdote, un onorevole, un insegnante, un giornalista, una donna incinta, una sordomuta etc
Per uno strano scherzo del destino l'ascensore si blocca e continua a salire indefinitamente, il display ad un certo punto segnala addirittura il 473° piano, mentre dalla filodiffusione continua a provenire una rassicurante voce che richiama a Dio e alla preghiera, ma ciononostante l'angoscia e la paura nel gruppo crescono progressivamente, facendo saltare le barriere morali ed evidenziando latenti istinti bestiali. Man mano che il tempo passa emergono problematiche fisiologiche e si evidenziano nel gruppetto alcuni devastanti tarli caratteriali, normalmente ben dissimulati dalla loro ipocrita maschera quotidiana: il sindacalista si rivela un paranoico aggressivo, il sacerdote addirittura arriva a molestare una ragazzina, l'onorevole si nutre indegnamente di vino sacramentale e ostie. L'angusto spazio dell'ascensore si tramuta ben presto in una raffigurazione dell'inferno in terra e nulla della degenerazione umana viene risparmiato al bastonato spettatore: violenza, sesso deviato, cannibalismo, omicidio...per fortuna le scene vengono solo suggerite e le immagini più brutali vengono lasciate fuori campo, eccetto che per il finale in cui vediamo l'unica sopravvissuta al massacro, una sporca e macilenta donna  (quella gravida) chiedere pietà ad un'elegante e inquietante figura di religioso comparsa all'interno dell'ascensore...il diavolo? 
Nelle immagini successive però vediamo l'ascensore aprirsi e lasciare uscire il gruppetto sorprendentemente sereno e pronto per recarsi in visita dal Papa, mostrando che tutta la mattanza precedente è stata solo ipotetica. Ho visionato la versione VHS della pellicola editata dalla Magnum 3B (presente nella VHS per un errore, visto che la copertina era di NP il segreto, altro film di Agosti!!!) e non il dvd edulcorato (da inserti e didascalie aggiuntivi) attualmente in commercio e devo dire che per fare un film del genere, claustrofobico, slabbrato, poco credibile e pure gratuito in alcune parti bisogna veramente avere una vena di follia e di malcelato masochismo autoriale. In effetti quest'opera difforme venne all'epoca immediatamente sequestrata per blasfemia e resa invisibile per anni e il suo autore entrò ad vitam nel libretto nero delle maglie censorie. Un cinema impossibile, imperfetto e crudele, più dalle parti di Arrabal che di Bunuel...

Night (Zola Jesus)

Night
Zola Jesus
Director: Jacqueline Castel

10/12/11

Le Orme (Luigi Bazzoni)

Le Orme
di Luigi Bazzoni & Mario Fanelli (1975 ITA 96')
Thriller psicologico veramente originale, tratto dal romanzo Las Huellas del coregista Fanelli e impreziosito da una fotografia fantastica di Vittorio Storaro (da lì a poco farà Apocalypse Now!) che gli dona un'atmosfera misteriosa ed eterea e nobilitato da un'interpretazione stordita e stordente della Cult Queen Florinda Bolkan. La pellicola si configura come una progressiva discesa nei meandri di una mente deragliata dalla follia; ma la sceneggiatura, un vero e proprio indissolubile puzzle di realtà e immaginazione, riesce a tenere lo spaesato spettatore fino alla fine col fiato sospeso sull'evolversi degli eventi. Il memorabile incipit  seppiato di ambientazione fantascientifica vede un astronauta abbandonato sulla luna dai suoi compagni in quanto vittima di un misterioso esperimento architettato dal maligno Blackmann, interpretato da un arcigno Klaus Kinski.  Si scoprirà poi essere questo un sogno ricorrente della protagonista, collegato alla visione di un inquietante B movie di science fiction "Footprints on the Moon" (titolo poi attribuito all'estero al film stesso), visto dalla stessa alcuni anni prima. Questa scheggia impazzita nell'immaginario della donna determinerà la convinzione di essere la prossima vittima dell'organizzazione criminale capitanata da Blackmann. L'idea paranoico-ossessiva di minaccia determinerà nella protagonista un buco nella memoria di ben tre giorni e uno sdoppiamento di personalità complicato dal ripetersi di numerose allucinazioni visive. La donna, solitaria traduttrice portoghese, a causa della sua amnesia perderà il lavoro (non a caso svolto in un alienante edificio dell'Eur romano) e in preda ad atroci dubbi sulla propria realtà e identità deciderà di recarsi in un'arcana località esotica, l'immaginifica isola di Garma (in realtà l'affascinante Phaselis in Turchia), il cui hotel principale è l'unico elemento che la collega ai tre giorni persi nella memoria, grazie al ritrovamento in casa di una cartolina strappata raffigurante quest'ultimo. L'arrivo nell'isola sarà pieno di sorprese e lascerà la donna impaurita e totalmente priva di certezze, tra flashback dell'adolescenza e richiami all'altra propria identità (di nome Nicole e con parruca rossa). I parallelismi tra la sua sorte e quella dell'astronauta del sogno iniziale si faranno sempre più stringenti e l'angoscia, incrementata dalle ambigue parole di una diabolica ragazzina interpretata dall'icona Nicoletta Elmi, la porterà addirittura verso l'omicidio. Il finale spiazzante, con una fotografia virata in un folgorante blu acido, cesella alla perfezione una pellicola claustrofobica a suo modo veramente indimenticabile, che riesce a rappresentare la schizofrenia come pochi altri sono riusciti (Polanski, Nelo Risi, Altman, Cronenberg, Lynch...direi così a getto). Luigi Bazzoni VA riscoperto, il suo cinema sperimentale e ricercato lo merita.

08/12/11

7 Film introvabili

What is it?
di Crispin Hellion Glover
qui una recensione


Maldoror
di Alberto Cavallone
qui  il racconto del direttore della fotografia
Freak Orlando
di Ulrike Ottinger
qui una recensione

Marika degli inferni
di Jos Stelling
qui la recensione
HU-MAN
di Jerome Laperrousaz
qui una recensione
La Goulve
di Mario Mercier
qui una recensione
MEDEA
di Frans Zwartjes
qui un appello

07/12/11

Where Evil Dwells (David Wojnarowicz & Tommy Turner)

Where Evil Dwells 
di David Wojnarowicz & Tommy Turner (1985 USA 28')

EVIL from Django's Ghost on Vimeo.

Liberamente ispirato a un tremendo fatto di cronaca del 1984 avvenuto a Long Island coinvolgente gli adepti di una setta satanica, adolescenti schizoidi e intossicati, dal nome altisonante di "Knights of the Black Circle". I due registi, inserendosi nella corrente del Cinema della Trasgressione (delirante fucina creativa attorno cui si raccolse una piccola ma ostinata genìa di filmmakers che agitava la New York degli anni '80, tra nichilismo avantgarde, collerico pastiche di generi poco rispettabili e consapevolezza arty d'ascendenza warholiana) fondata da Nick Zedd e portata al successo da Richard Kern, realizzano un'opera durissima a bassissimo budget che si colloca a metà strada tra il cinema splatter, quello sperimentale d'avanguardia e l'arte trasgressiva. La versione originale del film è andata persa, distrutta in un incendio, mentre stralci della pellicola sono stati recuperati e assemblati per il Downtown New York Film Festival del 1985. Quest'ultima è la versione qui presentata, che fa intravedere frammenti  di abisso...un capolavoro del cinema di Trasgressione?!? Discesa agli inferi in celluloide??? Lo sa il Diavolo...
Due parole sul regista David Wojnarowicz: ha speso una parte considerevole della propria vita per strada. Nato nel 1954 a Red Bank, New Jersey, David Wojnarowicz si è abituato presto alla strada: rapito, abbandonato, stuprato, chiuso in un orfanotrofio, e poi costretto a ritornarci, per strada, e a vivere  di espedienti e prostituzione. All’età di sedici anni, nel 1978, si trasferisce a New York, nel lower East side. Entra a far parte di un gruppo musicale, i 3 Teens Kill 4, inizia a lavorare a una serie di corti girati in super-8, realizza le prime fotografie della serie dedicata a Rimbaud in America, collabora con Richard Kern e il migliore underground newyorkese, e lavora ai collage e ai graffiti che lo renderanno famoso (sotto alcune sue fotografie).
David Wojnarowicz - Untitled (Face in Dirt) - 1990
David Wojnarowicz - Untitled (Falling Buffalo) - 1988-89
Untitled still from the film "Silence = Death" (1990)