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11/04/12

La Breccia nel Muro

"L'uomo che ritorna dalla Breccia nel Muro non sarà mai lo stesso dell'uomo che era andato; sarà più saggio ma meno presuntuoso, più felice ma meno soddisfatto di sé, più umile nel riconoscere la sua ignoranza, eppure meglio attrezzato per capire il rapporto tra parole e cose, tra ragionamento sistematico e Mistero insondabile che egli cerca, sempre invano, di comprendere"
(Aldous Huxley)

09/04/12

Acqua Marina

"Il collegamento tra gli esseri umani di oggi e il mondo della Natura potrebbe essere ben più intrinseco di ciò che finora abbiamo creduto. Il nostro corpo è composto da zinco, rame, ferro, acqua marina e potassio, tutti elementi della terra. Gli impulsi elettrici del cervello assomigliano al bagliore delle saette. Il nostro rapporto fisico con il pianeta e con gli altri elementi è ravvicinato e profondo" (Frank Joseph)

08/04/12

Danza Indiana

"Amatevi, ma non tramutate l'amore in un legame.
Lasciate piuttosto che sia un mare in movimento tra le sponde opposte delle vostre anime.
Cantate e danzate insieme ma permettete a ciascuno di voi d'essere solo."
(Kahlil Gibran)

14/09/11

I giusti (Jorge Luis Borges)

I giusti
Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
Chi è contento che sulla terra esista la musica.
Chi scopre con piacere una etimologia.
Due impiegati che in un caffè del Sur giocano in silenzio agli scacchi.
Il ceramista che premedita un colore e una forma. 
Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.
(Jorge Luis Borges
da La cifra)


16/05/11

Auto trasformazione

"Fare cinema si è presentato immediatamente anche come il mezzo più forte che potevo incontrare per raggiungere lo scopo verso cui mi dirigevo intuitivamente: uscire da me stesso. Entrare in un processo di auto trasformazione...Ho utilizzato il cinema, me ne sono avvalso come uno strumento di trasformazione, ma attraverso l'errore"
(Julio Bressane)
O Anjo Nasceu (1969 Julio Bressane)

14/03/11

L'idea

"Ciò di cui ho veramente bisogno è di chiarire nella mia mente ciò che devo fare, non ciò che devo conoscere, pur considerando che il conoscere deve precedere ogni azione. La cosa importante è capire a che cosa sono destinato, scorgere ciò che la Divinità vuole che io faccia; il punto è trovare la  verità che è vera per me, trovare l'idea per la quale sono pronto a vivere e a morire"
(Søren Aabye Kierkegaard)

Video: The Chemical Brothers - Horse Power

25/02/11

La Diabolica Provvidenza

Esiste allora una diabolica provvidenza che prepara l'infelicità nella culla, che getta premeditatamente esseri angelici ricchi d'intelligenza in ambienti ostili, come martiri nel circo? Vi sono dunque delle anime sacre, votate all'altare, condannate a camminare verso la gloria e la morte, calpestando le proprie macerie? L'incubo delle tenebre stringerà in una morsa eterna queste anime elette? Inutilmente si dibattono, inutilmente si addentrano nel mondo, ai suoi fini ultimi, agli stratagemmi; perfezioneranno la loro prudenza, sprangheranno tutte le uscite, barricheranno le loro finestre contro i proiettili del caso; ma il diavolo entrerà nella serratura: una perfetta virtù sarà il loro tallone d'Achille, una qualità superiore il germe della loro dannazione.
(Edgar Allan Poe)

Video: The Last in Line Ronnie James Dio

19/02/11

Risposta a un'inchiesta (Antonin Artaud)

Risposta ad un'inchiesta
di Antonin Artaud
1) Che genere di film Vi piace?
Mi piace il cinema.
Mi piacciono i film di qualsiasi genere.
Ma ogni genere di film resta ancora da inventare.
Credo che il cinema possa ammettere solo un certo genere di film: quello che saprà utilizzare tutti i mezzi sensuali dell'azione del cinema.
Il cinema implica un rovesciamento totale dei valori, un completo sconvolgimento dell'ottica, della prospettiva, della logica. E' più eccitante del fosforo, più avvincente dell'amore. Non si può continuare a distruggere il suo potere galvanizzante facendo ricorso a soggetti che ne neutralizzano gli effetti e che appartengono al teatro.
2) Che genere di film Vi piacerebbe veder realizzato?
Chiedo dunque dei film fantasmagorici, dei film poetici, nel senso denso, filosofico del termine, dei film psichici. Il che non esclude né la psicologia né l'amore, né l'esibizione di ogni altro sentimento umano. 
Purché siano film in cui venga operata una triturazione, un rimescolamento delle cose del cuore e della mente al fine di conferire loro quella virtù cinematografica che resta da trovare. Il cinema richiede dei soggetti eccessivi e una psicologia minuziosa. Esige la rapidità, ma soprattutto la ripetizione, l'insistenza, il ritorno. L'animo umano sotto tutti i suoi aspetti. Al cinema siamo tutti crudeli. E' la superiorità e la legge potente di quest'arte con il suo ritmo, la sua velocità, il suo carattere di lontananza dalla vita, il suo aspetto illusorio, a esigere che tutti gli elementi siano passati attraverso un fitto setaccio e così resi essenziali. Per questo ci chiede soggetti straordinari, stati culminanti dell'anima, un'atmosfera visionaria. Il cinema è un eccitante notevole. Agisce direttamente sulla materia grigia del cervello. Quando il sapore dell'arte accompagnerà in misura sufficiente l'ingrediente psichico che detiene, allora si lascerà alle spalle, lontano, il teatro che relegheremo in fondo all'armadio dei ricordi. Perché il teatro è già un tradimento. Andiamo a teatro molto di più per vedere gli attori che le opere, in ogni caso sono innanzi tutto essi ad agire su di noi. Al cinema l'attore è solo un segno vivente. La scena, il pensiero dell'autore e la serie di avvenimenti si esauriscono in lui. Per questo non ci pensiamo. Charlot interpreta Charlot, Pickford interpreta Pickford, Fairbanks interpreta Fairbanks. Sono il film. Non potremmo immaginarlo senza di loro. Stanno in primo piano senza essere invadenti. Per questo non esistono. Dunque, niente s'interpone tra l'opera e noi. Il cinema possiede soprattutto la virtù di un veleno inoffensivo e diretto, di un'iniezione sottocutanea di morfina. Per questo l'oggetto del film non può essere inferiore al potere d'azione del film - e deve partecipare del meraviglioso.

19/01/11

I fumetti (Timothy Leary)

I fumetti
"i fumetti - per ovvii motivi neurologici - rappresentano un medium altamente efficace per esprimere pensieri non autorizzati. Le pubblicazioni a fumetti sono visive, colorite, non verbali, fantastiche, non serie, irriverenti. Attraggono chi cerca di sfuggire alle realtà serie, rispettabili, autorizzate"
(Timothy Leary)
Illustrazioni: Stefano Tamburini & Marcus Gray
Illustrazione: Wally Wood

I due lupi

I due lupi
"Nonno, perché gli uomini combattono?”
Il vecchio, gli occhi rivolti al sole calante, al giorno che stava perdendo la sua battaglia con la notte, parlò con voce calma:
“Ogni uomo, prima o poi, è chiamato a farlo. Per ogni uomo c’è sempre una battaglia che aspetta di essere combattuta, da vincere o da perdere. Perché lo scontro più feroce è quello che avviene fra i due lupi.”
“Quali lupi, nonno?”
“Quelli che ogni uomo porta dentro di sé.”
Il bambino non riusciva a capire. Attese che il nonno rompesse l’attimo di silenzio che aveva lasciato cadere fra loro, forse per accendere la sua curiosità. Infine il vecchio, che aveva dentro di sé la saggezza del tempo, riprese con il suo tono calmo.
“Ci sono due lupi in ognuno di noi. Uno è cattivo e vive di odio, gelosia, invidia, risentimento, falso orgoglio, bugie, egoismo.”
Il vecchio fece di nuovo una pausa, questa volta per dargli modo di capire quello che aveva appena detto.
“E l’altro?”
“L’altro è il lupo buono. Vive di pace, amore, speranza, generosità, compassione, umiltà e fede.”
Il bambino riprese a pensare un istante a quello che il nonno gli aveva appena raccontato. Poi diede voce alla sua curiosità e al suo pensiero.
“E quale lupo vince?”
Il vecchio Cherokee si girò a guardarlo e rispose con occhi puliti.
“Quello che nutri di più.”
(Storia Apache)

09/01/11

Burlesque

Burlesque
"Avevo sempre creduto fermamente nel potere delle donne. Avevo partecipato con impegno all'industria del sesso, anche se era costantemente bersagliata dalle critiche di chi credeva ci disumanizzasse. Mi ero sentita una libertina, ballando sul palco gli AC/DC e masturbandomi in una teca di vetro per la gioia di un ingegnere civile. Non mi stancavo mai di litigare con tutti gli amici benintenzionati che osavano insinuare che mi stessi svilendo. C'era una ragione precisa, se gli uomini pagavano somme esorbitanti per la compagnia di creature esageratamente femminili: è che le spogliarelliste sono spettacolari. Sono il top". (Diablo Cody)

14/10/10

La bellezza interiore

"Mi interessano molto i documentari sull'interno dei corpi. Mi sembra strano che quando si apre un corpo umano la cosa sia ripugnante per la maggior parte delle persone. Perché? Siete voi, sono io! Come potete trovare ripugnante il vostro stesso corpo? E' quel che voi siete! Abbiamo bisogno di una nuova estetica per l'interno dei corpi. Quando si trova bella una donna, non si pensa che alla sua superficie...ma se la si rigirasse come un guanto, tutto il mondo sarebbe disgustato. E' bizzarro. Non siamo ancora capaci di accettarci nella nostra globalità"
(David Cronenberg)

Autore delle sculture plastinate del video: Gunther Von Hagens' (presto un post su di lui...)

14/08/10

Il cervello è lo schermo

"Qualcosa di bizzarro mi ha colpito nel cinema: la sua attitudine inattesa a manifestare non il comportamento, ma la vita spirituale (e insieme i comportamenti aberranti). La vita spirituale non è il sogno o il fantasma, che sono sempre stati ostacoli del cinema, è piuttosto il campo della fredda decisione, della comprensione assoluta, di scelta dell'esistenza. Cos'è che rende il cinema così adatto a scavare nella vita spirituale? Questo può dare il peggio, un cattolicismo, un supplizio proprio al cinema, ma anche il più alto, Dreyer, Sternberg, Bresson, Rossellini e oggi Rohmer...In breve, il cinema non mette il movimento solo nell'immagine, ma anche nello spirito. La vita spirituale è il movimento dello spirito . Si passa in modo naturale dalla filosofia al cinema, ma anche dal cinema alla filosofia. Il cervello, questa è l'unità. Il cervello è lo schermo. Non credo che la linguistica e la psicanalisi siano di grande aiuto per il cinema. Lo è invece la biologia del cervello, la biologia molecolare. Il pensiero è molecolare, ha velocità molecolari che compensano il nostro essere lenti. La frase di Michaux: L'uomo è un essere lento, che è possibile solo grazie a velocità fantastiche. I circuiti e le concatenazioni cerebrali non preesistono agli stimoli, ai corpuscoli o ai granelli che li tracciano. Il cinema non è il teatro, compone i corpi con dei granelli. Le concatenazioni sono spesso paradossali e superano da tutte le parti le semplici associazioni di immagini. Il cinema, proprio perché mette l'immagine in movimento, o meglio, fornisce l'immagine di auto-movimento, non cessa di rintracciare dei circuiti cerebrali. Questo, ancora, è per il peggio o per il meglio. Lo schermo, cioè noi stessi, può essere un cervelletto deficiente d'idiota quanto un cervello creativo. Guardate i clip: la loro potenza stava in nuove velocità, in nuovi concatenamenti e riconcatenamenti, ma ancora prima di sviluppare la loro potenza sono già sprofondati in pietosi tic e smorfie, e in tagli distribuiti a caso. Il cattivo cinema passa sempre attraverso circuiti interamente di basso-cervello, violenza e sessualità in ciò che è rappresentato, un miscuglio di crudeltà gratuita e di debolezza organizzata. Il vero cinema coglie un'altra violenza, un'altra sessualità, molecolare, non localizzabile: i personaggi di Losey, per esempio, sono comprimari di violenza statica, tanto più violenti, quanto più immobili. Queste storie di velocità del pensiero, precipitazioni o pietrificazioni, sono inseparabili dall'immagine-movimento: si veda la velocità in Lubitsch, come egli metta degli autentici ragionamenti nell'immagine, dei bagliori, la vita dello spirito."
Gilles Deleuze, Divenire molteplice

29/12/09

i prodotti derivati dalla paura

"Per guadagnare da vivere io non dispongo che dei prodotti derivati dalla mia paura...La realtà in sé è orribile, mi dà l'asma. La realtà è insopportabile senza gioco, il gioco consente una immagine della realtà. Io non posso perdere il contatto con la realtà, ma per sopportarla ho bisogno di questo gioco astratto che mi permette di trovare quello che può essere ancora umano." (Roland Topor)

23/12/09

L'ala membranosa della guancia (Italo Calvino)

Sono l'angelo che abita nel punto
in cui le linee si biforcano.
Chiunque risalga le cose divise
m'incontra, chiunque scenda al fondo
delle contraddizioni s'imbatte in me,
chi torna a mescolare il separato
si ritrova nella mia ala membranosa
della guancia.

(Italo Calvino)

immagini da Vampyr di C.T. Dreyer

musica Massive Attack

21/11/09

Il metodo (Allen Ginsberg)

Il metodo deve essere purissima carne
e non condimento simbolico,
visioni reali e prigioni reali
come si vedono di quando in quando.

Prigioni e visioni presentate
con rare descrizioni
corrispondenze esatte a quelle
di Alcatraz e Rosa.

Un pasto nudo è naturale per noi,
noi mangiamo sandwiches di realtà
ma le allegorie sono tali lattughe.
Non nascondete la follia.
(Allen Ginsberg)

Opera di Olivier Zappelli

15/11/09

Il mistero dell'amore

"Sia nella mia esperienza di medico che nella mia vita, mi sono ripetutamente trovato di fronte al mistero dell'amore, e non sono mai stato capace di spiegare che cosa esso sia...qui si trovano il massimo e il minimo, il più remoto e il più vicino, il più alto e il più basso, e non si può parlare senza considerare anche l'altro. Qualunque cosa si possa dire, nessuna parola potrà mai esprimere tutto. Parlare di aspetti parziali è sempre troppo o troppo poco, perché soltanto il tutto ha significato. L'amore "soffre ogni cosa" e "sopporta ogni cosa" (I Cor., XIII, 7). Queste parole dicono tutto ciò che c'è da dire; non c'è nulla da aggiungere. Perché noi siamo, nel senso più profondo, le vittime e i mezzi e gli strumenti dell'"amore" cosmogonico...L'amore non viene mai meno, sia che si parli con la "lingua degli angeli" o che, con esattezza scientifica, tracci la vita della cellula risalendo fino al suo più ultimo fondamento. L'uomo può cercare di dare un nome all'amore, attribuendogli tutti quelli che ha a disposizione, ma sarà sempre vittima di infinite illusioni. Se possiede un granello di saggezza, deporrà le armi e chiamerà l'ignoto con il più ignoto, ignotum per ignotius, cioè con il nome di Dio."
(Carl Gustav Jung)

13/08/09

La Prima Visione delle Cose

"In tutti i miei film troverete visioni. Sinceramente sono molto depresso per questi clichés pubblicitari, questi manifesti di viaggi, queste immagini inutili e insignificanti che ci circondano. Meritiamo di meglio. Il film su kaspar Hauser mi dà un'eccellente occasione di mostrare una sorta di prima visione delle cose. Io voglio mostrare a cosa può assomigliare un albero quando lo si vede per la prima volta nella vita. E' come se fosse la prima volta che si aprono gli occhi per vedere come è fatto il mondo. Ho l'impressione di appartenere al mondo della notte e che i miei film nascano dall'oscurità. Cerco di trovare o di creare un vocabolario di nuove immagini in cui la realtà diventi irreale e visionaria, come per esempio quei mulini a vento in "Segni di Vita" o quella barca in cima ad un albero in "Aguirre". sono cose reali ma in trance, simili ad allucinazioni."
(Werner Herzog)

05/08/09

Il gusto per la citazione

"Io improvviso, forse, ma con dei materiali che risalgono a parecchio tempo fa. Si raccolgono per anni mucchi di cose, e le si mettono tutt'a un tratto in ciò che si fa. [...] I nostri primi film sono stati film di cinefili. Ci si può servire anche di ciò che si è già visto al cinema per fare deliberatamente dei riferimenti. Questo è stato soprattutto il mio caso. Ragionavo in funzione di atteggiamenti puramente cinematografici. Facevo certi piani in rapporto ad altri che conoscevo, di Preminger, Cukor, ecc. D'altronde il personaggio di Jean Seberg prende le mosse da quello di "Bonjour tristesse". Avrei potuto prendere l'ultimo piano del film e legarlo con la scritta "Tre anni dopo"... È da avvicinare al mio gusto della citazione che ho sempre conservato. Perché rimproverarselo? Le persone, nella vita, citano ciò che piace loro. Noi abbiamo dunque il diritto di citare quel che ci piace. Mostro dunque delle persone che fanno delle citazioni: solamente che ciò che citano, faccio in modo che piaccia anche a me. Nelle note in cui metto tutto ciò che piò servire al mio film, metto anche una frase di Dostoiesvski, se mi piace. Perché farsi scrupolo? Se voi avete voglia di dire una cosa, non c'è che una soluzione: dirla".
(da Entretien avec Jean-Luc Godard, Cahiers du cinéma, 1962)

04/08/09

La valvola riducente del cervello

Riflettendo sulla mia esperienza, mi trovai d'accordo con l'eminente filosofo di Cambridge dottor C.D. Broad, che "faremmo bene a considerare, molto più seriamente di quanto ora siamo indotti a fare, il tipo di teoria che Bergson espose relativamente alla memoria e alla percezione dei sensi. L'ipotesi é che la funzione del cervello e del sistema nervoso e degli organi dei sensi sia principalmente eliminativa e non produttiva. Chiunque è capace in ogni momento di ricordare tutto ciò che gli è accaduto e di percepire tutto ciò che accade dovunque nell'universo. La funzione del cervello e del sistema nervoso è di proteggerci contro il pericolo di essere sopraffatti e confusi da questa massa di conoscenza in gran parte inutile e irrilevante, cacciando via la maggior parte di ciò che altrimenti percepiremmo o ricorderemmo in ogni momento, e lasciando solo quella piccolissima e particolare selezione che ha probabilità di essere utile in pratica". Secondo questa teoria, ciascuno di noi è potenzialmente l'Intelletto in Genere. Ma in quanto animali, è nostro compito sopravvivere a ogni costo. Per rendere possibile la sopravvivenza biologica, l'Intelletto in Genere deve essere filtrato attraverso la valvola riducente del cervello e del sistema nervoso. Ciò che viene fuori dall'altro capo è il misero rigagnolo della specie di coscienza che ci aiuterà a vivere sulla superficie di questo particolare pianeta...
(Aldous Huxley - Le porte della percezione)