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11/12/11

Nel più alto dei cieli (Silvano Agosti)

Nel più alto dei cieli
di Silvano Agosti (1977 ITA 85')
Già dalla didascalia iniziale siamo avvertiti "la vicenda narrata in questo film è immaginaria, i personaggi che la vivono no". Film barbarico, disturbante, allegorico e apparentemente senza alcuna speranza riposta sugli esseri umani rappresentati, incredibilmente proveniente da quel docile poeta qual è Agosti che, negli ultimi anni, ha pure fatto domanda all'Unesco e alle Nazioni Unite affinché l'essere umano venga dichiarato patrimonio dell'umanità.  L'affascinante regista  attualmente considera ogni persona un capolavoro da esplorare all'infinito e dichiara "io non credo che né la natura e né l'uomo siano malvagi, mai"; mentre in questa pellicola mostra un gruppo di individui che, lasciati in una situazione estrema (chiusi per giorni in un ascensore ultramoderno), si tramutano progressivamente in veri e propri mostri perdendo ogni freno morale e ogni minima parvenza di bontà. Ironicamente l'ascensore è collocato nel Vaticano e i quindici individui si stanno preparando per essere accolti in udienza dal Santo Padre, tra loro c'è di tutto: un prete marxista, un sindacalista, alcune suore, due adolescenti, un sacerdote, un onorevole, un insegnante, un giornalista, una donna incinta, una sordomuta etc
Per uno strano scherzo del destino l'ascensore si blocca e continua a salire indefinitamente, il display ad un certo punto segnala addirittura il 473° piano, mentre dalla filodiffusione continua a provenire una rassicurante voce che richiama a Dio e alla preghiera, ma ciononostante l'angoscia e la paura nel gruppo crescono progressivamente, facendo saltare le barriere morali ed evidenziando latenti istinti bestiali. Man mano che il tempo passa emergono problematiche fisiologiche e si evidenziano nel gruppetto alcuni devastanti tarli caratteriali, normalmente ben dissimulati dalla loro ipocrita maschera quotidiana: il sindacalista si rivela un paranoico aggressivo, il sacerdote addirittura arriva a molestare una ragazzina, l'onorevole si nutre indegnamente di vino sacramentale e ostie. L'angusto spazio dell'ascensore si tramuta ben presto in una raffigurazione dell'inferno in terra e nulla della degenerazione umana viene risparmiato al bastonato spettatore: violenza, sesso deviato, cannibalismo, omicidio...per fortuna le scene vengono solo suggerite e le immagini più brutali vengono lasciate fuori campo, eccetto che per il finale in cui vediamo l'unica sopravvissuta al massacro, una sporca e macilenta donna  (quella gravida) chiedere pietà ad un'elegante e inquietante figura di religioso comparsa all'interno dell'ascensore...il diavolo? 
Nelle immagini successive però vediamo l'ascensore aprirsi e lasciare uscire il gruppetto sorprendentemente sereno e pronto per recarsi in visita dal Papa, mostrando che tutta la mattanza precedente è stata solo ipotetica. Ho visionato la versione VHS della pellicola editata dalla Magnum 3B (presente nella VHS per un errore, visto che la copertina era di NP il segreto, altro film di Agosti!!!) e non il dvd edulcorato (da inserti e didascalie aggiuntivi) attualmente in commercio e devo dire che per fare un film del genere, claustrofobico, slabbrato, poco credibile e pure gratuito in alcune parti bisogna veramente avere una vena di follia e di malcelato masochismo autoriale. In effetti quest'opera difforme venne all'epoca immediatamente sequestrata per blasfemia e resa invisibile per anni e il suo autore entrò ad vitam nel libretto nero delle maglie censorie. Un cinema impossibile, imperfetto e crudele, più dalle parti di Arrabal che di Bunuel...

28/11/11

Blood Orgy of the She-Devils (Ted V. Mikels)

Blood Orgy of the She-Devils
di Ted V. Mikels (1972 USA 73')
Il regista, un must della serie Z grazie a film psicotronici come The Astro-Zombies (con Tura Satana!) e The Corpse Grinders, ha iniziato la sua carriera come prestigiatore, contorsionista, acrobata, suonatore di fisarmonica e ventriloquo e la sua passione per il cinema è iniziata proprio riprendendo questi suoi deliranti spettacoli. Per il suo Corpse Grinders in cui i due protagonisti producono e vendono cibo per gatti servendosi di carne umana ebbe la folgorante idea di istituire un concorso pubblico per premiare chi avesse progettato la macchina tritacarne umana più credibile e realistica. Questo film dal mirabolante titolo Blood Orgy of the She-Devils, che già da solo merita la visione della pellicola,  è la storia di una setta di streghe/diavolesse  antropofaghe, dall'aspetto alquanto seducente, dedite a sabba danzanti e avide succhiatrici di plasma fresco. Si scopre che la sacerdotessa officiante il sanguinoso rito, interpretata da un'inquietante Lila Zaborin, è una strega decisa a sterminare i discendenti di quegli inquisitori che in passato mandarono al rogo le sue colleghe. Per compiere la sua vendetta si fa guidare da uno spirito indiano ed è capace di servirsi di ogni metodo: dal sesso, all'esoterismo, all'ipnosi, al cannibalismo fino al voodoo.  Come esecutrici delle sue esecuzioni,  si serve di una serie di splendide ragazze discinte, direttamente uscite dal paginone centrale di playboy dell'epoca, utilmente ipnotizzate dal suo sguardo e dall'utilizzo di una musica sincopata (proto-rave direi). Nel fare questo è aiutata da un custode cavernicolo capriforme, dall'aspetto veramente ridicolo, forse l'elemento più esilarante del film. Il finale vede misteriosi individui fare improvvisamente saltare tutto in aria grazie ad un fluido bluastro fosforescente che fluisce dalle loro mani. Film da fast-forward senza ripensamenti, io mi sono visto l'intera pellicola in 21' secchi...ne parlo però perché mi fu regalata anni fa copia di questo scult da una ragazza/diavolessa che invece lo considerava un autentico cult movie di mezzanotte...il packaging del suo regalo è veramente tuttora favoloso, tutto intarsiato a mano, disegnato con passione e impreziosito da uno stile di scrittura sorprendente...
"Vuoi fare dei film? Io la vedo così: è come aver bisogno di un'automobile e tutto quello che hai è un sfasciacarrozze pieno di pezzi vari. Se non hai altro mezzo, l'unica è costruirla da solo. Se ciò significa che alla fine devi imparare a dipingere la macchina una  volta finita, fai anche quello. Fare un film è uguale. Non è che mi piaccia scrivere, produrre, dirigere, trovare i soldi, fare la fotografia e il cameraman, truccare gli attori, fare gli effetti speciali, montare, registrare gli effetti sonori, fare la musica, curare il mix, stampare la pellicola, prendere la pizza sotto il braccio e andare in giro a venderla...Non lo faccio perché voglio farlo, ma perché a volte non c'è un altro modo. Sono pronto veramente a tutto...è bello innamorarsi, allevare dei figli, ma fare film è sempre stata la mia vera forza propulsiva, ed è così che - il più tardi possibile- vorrei essere ricordato: come qualcuno che faceva dei film."
(Ted V. Mikels
dal libro Sparate sul regista! Casa Editrice il Castoro)

03/09/11

Basket Case (Frank Henenlotter)

Basket Case
di Frank Henenlotter (1981 USA 90')
Inventivo e oltraggioso cult horror d'annata dedicato al padrino dello Splatter Herschell Gordon Lewis; opera prima del trentenne newyorchese Frank Henenlotter: ricordo ancora l'emozione della prima visione quando mi arrivò la VHS dall'Inghilterra (1989 circa). In Italia questo film era praticamente inedito e sconosciuto e la trama originale unita ad atmosfere suburbane disturbanti, alla tenerezza del difforme e a lampi gore conditi con sferzate umoristiche mi conquistarono senza mezzi termini. A questo va aggiunta la sorpresa per la presenza di un'artigianale stop motion miscelata a svariate suggestioni perverse, altri due ingredienti comunque insoliti per un film horror. La storia ruota intorno al giovane e apparentemente innocente Duane Bradley che porta a spasso per la squallida e pericolosa Quarantaduesima Strada di New York (tempio, tra l'altro, del cinema underground e di serie Z) una cesta di vimini con all'interno il deforme gemello siamese telepatico e omicida che risponde al nome di Belial. I due, che erano uniti sul fianco addominale di Duane, vivono un rapporto simbiotico, dominato da una morbosa dipendenza e sono intenzionati a vendicarsi dei tre medici che li hanno separati contro la loro volontà attraverso un brutale intervento chirurgico. La situazione si complica quando le pulsioni sessuali di Duane verso una disponibile infermiera prendono il sopravvento scatenando la gelosia dell'impotente gemello (torso umano di carne informe dotato dei soli arti superiori). La reazione dell'urlante e inferocito Belial sarà di quelle che non si dimenticano e il finale secco, nero e scioccante chiude in maniera degna uno dei titoli imperdibili della storia dell'horror-splatter cinema. Il film, che costò 160000 dollari, venne girato in 16 mm e circolò in America in due versioni: integrale e censurato per alcuni Stati che bandivano la violenza sugli schermi. Per la presenza di Belial, fu associato al cult Eraserhead ed ebbe un buon successo nel circuito dei film di Mezzanotte, dove agli spettatori veniva regalata all'entrata una mascherina chirurgica per proteggersi dai copiosi schizzi di sangue.

01/05/11

Jan Terri


Losing You (Jan Terri)
Jan Terri, terrificante incrocio tra Cindy Lauper ed Edith Massey, è una musicista di Chicago che ha conquistato la sua fama nell'era YouTube grazie ai sommeliers del trash sopraffino (come il sottoscritto...). La base di partenza della sua impennata di notorietà sono stati i suoi strampalati video musicali stampati in VHS nei primi anni Novanta ed ora resi visibili grazie alla favolosa democrazia mediatica permessa dal Tubo. Nella breve carriera ha inciso solo due album shokkanti: High Risk Baby Blues, ormai diventati introvabili leccornie masturbatorie per gli amanti del difforme. Ascoltando le tracce recuperabili sul web si capisce subito che Jan Terri ci sa fare e non per niente si laureò nel 1983 presso il College Columbia di Chicago con una tesi in Comunicazione e Arti dell'Intrattenimento. All'epoca delle incisioni Jan Terri lavorava come autista di limousine e forniva ai suoi facoltosi clienti le VHS dei suoi lavori ricercando così un tam tam pubblicitario, che è finalmente arrivato a fine degli anni Novanta grazie a Marilyn Manson che l'ha ingaggiata come show di apertura ad un suo concerto e inebriato da cotanta trash-attitude l'ha pure sostenuta per alcuni mesi. L'anthem Losing You vi entrerà così nelle cervella e vi donerà una dolce assuefazione subliminale, rara esperienza permessa dalla sola pura muzak cristallina.

22/01/11

Shake it up (Divine)

"Il rock'n'roll ha una sorta di aura di rivoluzione permanente, senza tempo, di sfida a tutto, inclusa la natura stessa"
(John Waters)
Divine
Shake it up

17/01/11

Feticci Erotici

La bambola di Bellmer

La seggiola griffata

La rete del gladiatore
Il tonno fresco
Lo scorpione in vagina

La bava delle lumache

Il salto della corda

La cintura pitonata
“C’è molta confusione sotto il cielo del fetish. La perversione sessuale esiste ma non è tutto. Il fetish è una qualità dello sguardo e dei sensi” (Tom Porta)

13/01/11

Anime (Daisuke Ichiba)

Anime
Daisuke Ichiba

"La durezza di alcuni è preferibile alla delicatezza di altri"
 (Kahlil Gibran)

09/01/11

Orgasmatron (Motorhead)

Orgasmatron
Motorhead
"La carne è incompatibile con la carità: l'orgasmo trasformerebbe un santo in lupo" 
(Emil Cioran)

Everything Louder Than Everyone Else

02/01/11

The Jade Pussycat (John Holmes e Georgina Spelvin)

The Jade Pussycat
di Bob Chinn (1977 USA 80')

Chi ha più bisogno del Viagra se può vedere "The Jade Pussycat"? Più che una parodia, il film è un vero e proprio remake del Falcone maltese, con il celebre John Holmes nei panni di uno stolido investigatore (Johnny Wadd) alle prese con untuosi malvagi e disponibili dark ladies. Ovviamente la trama è del tutto incomprensibile, come del resto nel film di Huston, ma quello che rende il film davvero interessante è il clima generale che nasce dal rapporto fra la struttura della detective story e gli inserti pornografici. Il risultato è un film stranissimo, girato in 16mm, che partecipa (sia pure in modo probabilmente involontario) del periodo in cui i vari Altman e Cassavetes facevano a pezzi la rigida struttura convenzionale dei generi, contaminandoli e soprattutto facendoli reagire con la presenza di esseri umani in carne ed ossa. Un classico della Golden Age: "Pensi sia una cosa facile? Mi piacerebbe vedere Sir Laurence Olivier recitare col cazzo di fuori!" (Ron Jeremy)

01/01/11

Roma contro Roma (Giuseppe Vari)

Roma contro Roma
di Giuseppe Vari (1964 ITA 98')
Peplum indigesto che ha il pregio di mischiare antica Roma, stregoneria, bambole voodoo, combattimenti di smutandati e orde di fantasmatici legionari zombies. Un centurione romano, dal nome che è già tutto un programma, Gaio, è invitato in Armenia per far luce sulla scomparsa di un grosso bottino di guerra e per far chiarezza anche sulle misteriose sparizioni di soldati romani...Gaio scopre che un sacerdote della Dea Osiride, il malefico Aderbale, mago e protomedico, avvalendosi di arti magiche assimilate dagli Egizi ha trasformato in zombies/fantasmi numerosi centurioni romani, sottraendo loro il bottino di guerra e schierandoli ai propri ordini, mettendo su un vero e proprio esercito di morti viventi ante-litteram...Il combattimento finale con riprese virate in seppia e filtrate con psichedelici colori blu-violacei per evidenziare l'orda zombesca è veramente un picco in basso del cinema psicotronico...peccato che per arrivarci bisogna guadare un'ora e mezza terrificantemente soporifera.

Straight to Hell (Alex Cox)

Straight to Hell
di Alex Cox (1987 UK 86')
Classico film da vedere il primo dell'anno quando si è sbronzi di tequila e conseguentemente si vede doppio...questo è decisamente l'unico modo per gustarsi questo western schizzato e anarcoide, creato dal regista dei cult Sid e Nancy e Repo Man (quest'ultimo personalmente mi fece però abbastanza pena, non capisco perchè negli States sia così osannato) perchè gli era saltata l'occasione di girare un film concerto su una reunion tra Clash e Pogues in Nicaragua. Tre gangsters tra cui un magnetico Joe Strummer, che ricordano i personaggi di Pulp Fiction, stracarichi di dollari tenuti in una valigia e accompagnati da un'isterica Courtney Love incinta arrivano a bordo di una Panda scassata nel bel mezzo di un villaggio western abbandonato. Le cose si complicano quando nel polveroso villaggio arriva anche una spietata banda di cowboys caffeinomani, tra i quali si fanno notare il catatonico cantante dei Pogues Shane MacGowan e l'elegantone Jim Jarmush. Nel film regna sovrana un'aria da cazzeggio totale, la trama è praticamente inesistente, si spara e si canta in stato di ubriachezza molesta ed in mezzo si gustano dei gratuiti siparietti erotici con pseudo-playmates che flirtano con la telecamera e con il tenebroso e lercio Joe Strummer. Ma il cast è veramente da mille ed una notte con camei di Elvis Costello, di un mefistofelico Dennis Hopper, della marziana Grace Jones e chi più ne ha più ne metta. Un omaggio smaccato e delirante allo spaghetti western, quello lisergico alla Giulio Questi, una frattaglia punk-rock di celluloide che vi farà gridare "Cazzo di roba è!?!". Decisamente il più brutto film che ho visto nel 2010. Buon anno sparuti lettori e bloggers.

26/12/10

I predatori di Atlantide (Ruggero Deodato)

I predatori di Atlantide
di Ruggero Deodato (1983 ITA 92')

Deodato, "Monsieur Cannibal", dopo l'orgia nichilista e il punto di non ritorno rappresentato da Cannibal Holocaust, si diverte a miscelare in maniera delirante i generi cinematografici, saccheggiando a piene mani dovunque può: Interceptor, 1997 Fuga da New York, I predatori dell'arca perduta, Rambo, Distretto 13 le brigate della morte, Death Race 2000, Zombi, I guerrieri della notte...ne viene fuori uno psicotronico abominio in celluloide fatto di esplosioni, brutti ceffi pittati, combattimenti a mazzate in cui tutti saltano uno sull'altro e sproloqui fanta-archeologici sull'isola di Atlantide, che nella pellicola riemerge dalle profondità degli abissi marini, riportando sulla Terra la Razza Violenta che la dominava nell'antica magnificienza del passato. La fortuna vuole che un gruppo di buontemponi, ex soldati in Vietnam, decide di difendere il pianeta dall'invasione di questi stravaganti e iper-violenti guerrieri, comandati da un ninja muto (interpretato da Bruce Baron) che indossa una maschera di cristallo a forma di teschio. Nei costumi dei guerrieri si avverte l'influenza del 1977 e dell'ondata punk, arrivata come moda in Italia con qualche anno di ritardo. I cattivi sono veramente inefficaci nei combattimenti, mentre i buoni anche con un fucile scalcinato possono sgominare decine di avversari. I buchi di sceneggiatura e le incongruenze riempirebbero decine di pagine di recensione, gli effetti speciali sono praticamente inesistenti. La musica elettronica tipica degli anni Ottanta dà al film un retrogusto quasi commovente. Gli attori sono facce e hanno phisique du role da culto della serie Z: Christopher Connelly, Tony King, Ivan Rassimov, Stefano Mingardo, George Hilton...in una piccola parte c'è anche il futuro regista Michele Soavi...la splendida e misteriosa Gioia Scola dona alla pellicola un'aura afrodisiaca. Geniale l'utilizzo di Santa Maria degli Oliver Onions in un contesto gore/splatter. Veramente inguardabile, trash sopraffino all'ennesima potenza.

The Giant Claw (Fred F. Sears)

The Giant Claw
di Fred F. Sears (1957 USA 75')

Un rapace extraterrestre dalla testa bitorzoluta ed un enorme becco provvisto di dentoni inizia ad attaccare gli aerei che si avventurano nei cieli polari e si fa una scorpacciata dei piloti che si paracadutano fuori nella speranza di salvarsi dalle sue grinfie. Tutte le armi impiegate per eliminarlo (cannoni, razzi, mitragliatrici) non sortiscono alcun effetto perchè la bestia ha uno schermo protettivo di anti-materia attorno a sé e la sua velocità supersonica impedisce oltretutto ai radar di localizzarlo. Queste caratteristiche fanno sì che New York cada sotto i suoi artigli finchè, dopo una serie di esilaranti farneticazioni su materia e anti-materia, gli scienziati non scoprono un'arma in grado di neutralizzarlo. Il mostro della pellicola si candida per essere uno dei più psicotronici della storia del cinema col suo aspetto da tacchinaccio spelacchiato, i suoi gracchianti versi  e gli assurdi baffetti felini. Impossibile non tenerne una gommosa riproduzione sul comodino...

07/12/10

Vigilante (William Lustig)

Vigilante
di William Lustig (1983 USA 85')
Basato su una storia vera. Vigilantes contro gangs di strada. Serie B dura e pura, assolutamente non politicamente corretta, con un cast di attori da leccarsi i baffi: il titanico Fred " The Hammer" Williamson, l'amletico Robert Forster, il marmoreo Woody Stroode, il viscido Joe Spinell...e alla regia il tosto William "Bill" Lustig, cresciuto nel Bronx e tirato su a pane e double-bill proiettati nei cinema della 42° strada. Personaggio talentuoso e inquietante questo Lustig, autore di uno dei pugni nello stomaco più forti del cinema psyco/thriller, il suo Maniac  del 1980 (l'inseguimento nei bagni della metropolitana è un grandissimo pezzo di cinema della tensione), iniziò la carriera girando porno (sorte comune ad un altro grande derelitto del cinema americano: Abel Ferrara) con Hot Honey e soprattutto con The Violation of Claudia, ambedue del 1977. Le tematiche del suo cinema ruotano attorno alla violenza, alla vendetta, al disagio sociale ed esistenziale, al malessere crescente nella società americana, alla corruzione delle istituzioni, al fallimento della giustizia e alla critica di un Sogno Americano fasullo e manipolato. Questo film è incentrato sullo stesso tema del "Giustiziere della notte", dei Callaghan e di alcuni poliziotteschi italiani: cioè quello del cittadino che stanco della mancata e corrotta giustizia ufficiale, dopo aver subito mostruose prevaricazioni da malviventi degenerati e violenti (in questo film uno dei folli che assaltano la casa addirittura uccide gratuitamente con un colpo di fucile a pallettoni il figlioletto del protagonista teneramente nascosto dietro la tendina della doccia), si organizza e inizia a farsi giustizia privata. Nonostante il budget risicato il ritmo dell'azione e l'ambientazione notturna metropolitana sono veramente notevoli, il finale durissimo e secco non lascia adito a dubbi, i valori etici sono dimenticati altrove. Cinema  a tinte fosche su belve e per belve, ricordandoci che nello stato di natura (cioè in uno stato in cui non esista alcuna legge) probabilmente ogni individuo, spinto dal suo più ancestrale istinto, cerca di approfittare degli altri e di eliminare chiunque sia di ostacolo al soddisfacimento dei suoi desideri. Ma ne siamo proprio sicuri? Comunque cinema che non lancia messaggi, libera istinti, exploitation radicale, in culo al politicamente corretto che ci sommerge.
Per la cronaca attualmente Lustig è il patron dell'etichetta di distribuzione Anchor Bay Entertainment e si occupa del restauro e della commercializzazione in dvd del cinema disperso.
Go Ahead Man: così! Scorrettamente Controcorrente...

05/12/10

Trash Humpers (Harmony Korine)

Trash Humpers
di Harmony Korine (2009 USA 75')
Qualche vandalo notturno mi ha gettato nel giardino una VHS dall'involucro veramente malmesso, maleodorante e dall'aspetto inquietante, apparentemente uscito da una discarica. Essendo appassionato di horror e possessore di ben 5 videoregistratori, ancora tutti collegati e funzionanti, non ho resistito a caricarla sul più vecchio, un Sony SLV-825, per visionarne il misterioso contenuto, pronto a ritrovarmi in una storia alla Evil Dead. Dopo poche scalcinate e disturbanti sequenze scopro che si tratta del nuovo film di Harmony Korine, di cui ignoravo l'esistenza, vincitore tra l'altro nella sezione lungometraggi al recente Luff (Festival di cinema e musica underground di Losanna)...a questo punto sospetto che il vandalismo sia stato opera o di Pizgo o di Tizio per farmi una sorta di originale regalo. La visione è durissima, tutta incentrata su 4 personaggi sociopatici (tre uomini di cui uno paralitico e una donna senza un braccio, oltre all'operatore che li filma) dall'aspetto malsano e deforme, peeping toms totalmente freaks, intenti a fottere bidoni della spazzatura e alberi, distruggere qualsiasi cosa (specie residui tecnologici e lampade al neon), girovagare specie di notte tra ponti e parcheggi abbandonati dei centri commerciali, bere smodatamente e fumare sigari avana in case roulotte, dormire per terra, mangiare piante e frittelle condite con detersivo per piatti, far scoppiare petardi, ballare il tip tap, ridacchiare istericamente e canticchiare assurde cantilene, sculacciare prostitute obese, per finire divertendosi a far barbaramente fuori vicini di quartiere che strimpellano la chitarra ed enunciano poesie alcoliche (in quella più significativa si denuncia il fatto che l'uomo si sia perso dietro ai valori del denaro e della comodità, mentre per un ritorno all'essenza dell'umanità/bestialità e al contatto con lo sporco della natura è necessario riprendere la vita reale). Nel finale la donna rapisce un bimbo piccolo (durante il film girava sempre con bambolotti) e sembra finalmente ritrovare un barlume di umanità, andandosene nella notte con la sua carrozzina. Si arriva decisamente al limite del filmabile, tra idiozia, devianza, decadimento e delirio...si pensa che Harmony a forza di assumere sostanze si sia fatto andare definitivamente il cervello in pappa. Praticamente la vandalica attuazione di un suicidio cinematografico. Oppure un osceno sberleffo ad una civiltà consumistica ormai ridotta in macerie. Ma poi mi sono chiesto: ma come mai al prestigioso Luff lo hanno premiato? Così ho scoperto che il filmato è stato girato con l'ausilio di tre torce elettriche e di una telecamera VHS dei primi anni Ottanta. Poi mi sono andato a leggere le dichiarazioni del regista "Trash Humpers vuole presentarsi come un VHS trovato da qualche parte, un manufatto, qualcosa che era sottoterra o seppellito in un fosso. Un nastro scovato per caso in una scrivania, o in una borsa plastificata che galleggiava in un fiume. Volevo rimanere fedele solamente ad una cosa, al senso del film come viaggio mistico e sadico...Penso che i personaggi—gli Humpers—siano celebrativi nel senso che amano il vandalismo. Amano tutto quello che è malvagio. Adorano rompere, spaccare, bruciare, distruggere le cose. Lo fanno con un misto di sadismo e pura gioia. In questo senso, il film è come un’ode al vandalismo. Sono quasi degli artisti della violenza...Stavo portando a spasso il mio cane... O il nostro cane. Portavo in giro il nostro cane per i vicoli abbandonati di Nashville, di notte, e c’erano questi lampioni—quelli che nel film ossessionano gli Humpers—la luce era molto teatrale, e per lo più illuminavano bidoni della spazzatura appoggiati ai garage o agli alberi, e ogni tanto li guardavo e avevano un aspetto vagamente umano. Mi è sembrata quasi una zona di guerra, come un’area post-bellica, e i bidoni della spazzatura avevano una loro personalità e venivano feriti o molestati. E sembrava che se la vegetazione—i rami degli alberi e le foglie e l’edera—iniziasse ad avvolgerli, come a riportarli sotto terra. Mi ricordo che da bambino nel mio quartiere c’era un gruppo di anziani guardoni che girava per il vicinato, e certe volte li vedevo che fissavano dentro la finestra del mio dirimpettaio...Trash Humpers deriva da questi ricordi e viene a configurarsi come  un nuovo tipo di horror palpabile e sporco". Uno degli Humpers è interpretato dallo stesso Korine. Gli intermezzi con i veri abitanti sono inquietanti quanto quelli interpretati dagli Humpers. Nel suo film poi si riconoscono anche influenze autoriali come quelle di David Lynch, John Waters, Isidore Isou, Diane Arbus e soprattutto Ralph Eugene Meatyard, ma anche richiami al trash catodico (Jackass). In effetti pensandoci bene, forse siamo di fronte al film definitivo scaturito fuori dall'Era You-Tube...e forse l'indipendente ostinato Harmony Korine è l'ultimo alfiere leggiadro di un cinema spudoratamente contro. Cazzo però Trash Humpers fa schifo...ribadisco e confermo la mia prima impressione: un vero e proprio suicidio cinematografico. In confronto Manos the hands of fate (da molti considerato il film più brutto della storia del cinema) è piacevole, a questo punto è interessante aspettare il prossimo film di Korine. Anche se il rischio è che il regista ci lasci le penne, non va dimenticato che per il suo progetto incompiuto Fight Harm, andava per le strade di New York a provocare la gente fino a farsi picchiare, nella convinzione di poter morire per il cinema e nell'idea di creare un'opera che fosse a metà strada tra Buster Keaton e uno snuff movie. Ma dopo sei scontri si ruppe la caviglia, molte coste e un dito, ricoverandosi in ospedale, per poi abbandonare l'idea.

"Certo, raramente vi è stata un'epoca più superficiale, edonistica, irrazionale, priva di carattere di questa...La mia inclinazione allo studio del negativo in tutte le sue forme cresce sotto l'influsso di tale stato d'animo e la mia Estetica del Brutto...sarà l'inizio di una serie di lavori che scaveranno un più profondo accesso all'inferno dell'esistente" (Karl Rosenkranz, 1854)
sito del film: Trash Humpers
(frammenti intervista ad Harmony Korine tratti da qui)

19/10/10

Yuporn

Yuporn

“Il porno si instaura alla morte del desiderio. Morto, sacrificato l'Eros, l'aldilà del desiderio, quando tu fai qualcosa aldilà della voglia, la voglia della voglia: questo è il porno. E' una svogliatezza. Il più grande pornomane, pornografo, è Franz Kafka, non è Sade. [...] Io mi considero nel porno. Il porno è il manque, l'altrove, il quanto non è, il quanto ha superato se stesso, è quanto non ha voglia, è quanto non gli tira”
(Carmelo Bene)


Video: Immanuel Casto - Escort 25

29/04/10

Halleluhwah (CAN)

Halleluhwah
CAN

25/04/10

Exercise of Steel (Marc Caro)

Exercise of Steel
di Marc Caro (1998 FRA 4')
Continua la goduriosa cavalcata tra le più sensuali Frattaglie...
intanto alea iacta est
Video vietato ai minori di anni 18!
Assolutamente si astengano ejaculatio precox
Chi trasgredisce verrà multato

24/04/10

PIXELS Retro Gamers

PIXELS: Retro Gamers
Directed by Patrick Jean