29/11/10

Programmazione Cinema Dicembre 2010 Scaglie

Dicembre Cinema 2010 Scaglie
Domenica 5 Dicembre ore 21.30
Man on Wire
di James Marsh (2008  USA/UK 94')
Philippe Petit, appena bambino, sviluppa una passione per l’equilibrismo, una tensione innata e irrefrenabile a tirare corde tra alberi e case e camminarci sopra, sempre più in alto. A nove anni, legge su una rivista del progetto delle Twin Towers di New York e decide. “Io camminerò sospeso tra quelle due meravigliose Torri…”. E così la sua vita, abitata da un angelo felice e volante, diviene una costante e meticolosa preparazione. Negli anni raduna attorno a sé un manipolo di pazzi sognatori che lo assecondano in tutto e lo aiutano a completare il suo destino. Ma bisognerà intrufolarsi clandestinamente nei grattacieli più protetti del mondo, trascinare oltre il centesimo piano tutto il materiale, tendere un cavo, e come lanciarlo tra una Torre e l’altra?...Finché una mattina del 1974 Philippe Petit cammina in equilibrio su un cavo metallico teso tra le Torri Gemelle del World Trade Center, solo, immerso nel cielo a quattrocento metri d’altezzza. E tutto questo lo fa gratis, per la sola bellezza dell’immagine creata. Il documentario si basa sullo stupendo libro scritto da Petit Toccare le nuvole. Una storia degna dei migliori thriller, un apologo sull’importanza di darsi degli obiettivi nella vita e sul sogno umano di superarsi. Uno dei film più belli degli ultimi vent’anni, veramente un capolavoro. Philippe Petit è il nostro idolo.

Domenica 12 Dicembre ore 21.30
Salvador
di  Oliver Stone (1986 USA 123’)
Salvador è un film del 1986, diretto da Oliver Stone, nel quale si racconta la storia di un giornalista statunitense impegnato nella realizzazione di un reportage sulla guerra civile in El Salvador. Nel corso della sua inchiesta, il giornalista si trova invischiato sia con i guerriglieri di sinistra sia con le forze militari di destra. Gli attori protagonisti lavorano a compensi minimi per la causa e sono James Woods, James Belushi, Michael Murphy, John Savage, Elpidia Carrillo, Tony Plana, Cynthia Gibb, Juan Fernandez e José Carlos Ruiz. La storia del film è stata scritta da Richard Boyle e Oliver Stone, che l'ha diretta. La rappresentazione degli eventi è indubbiamente favorevole alle forze rivoluzionarie ma Stone ne deplora le uccisioni dei prigionieri in una scena cruciale. Egli è fortemente critico nei confronti delle forze militari appoggiate dal governo reaganiano statunitense e delle alleate squadre della morte, di cui mette in risalto l'assassinio di quattro sacerdoti americani, tra cui Jean Donovan. Il ritratto che Oliver Stone fa della Chiesa Cattolica come forza impegnata nella giustizia sociale, riflette con precisione gli eventi di quel tempo ed è esemplificata dal sermone dell'arcivescovo Óscar Romero, basato parola per parola sul discorso che Romero fece prima di essere assassinato da una squadra della morte. “Sincero nella sua condanna degli orrori del fascismo, coraggioso nel fare nomi e cognomi: sgradevole, esagitato, sovraccarico, e girato con una furia che spesso lascia stupefatti. Meglio peccare per eccesso che per difetto”.

Domenica 19 Dicembre ore 21.30
L’isola delle Rose
di Stefano Bisulli & Roberto Naccari (2010 ITA 75')
Rimini, estate 1968. Il bolognese Giorgio Rosa, ingegnere genialoide e bramoso di libertà, completa la costruzione di un isolotto artificiale a sei miglia dalla costa: è la "Esperanta Respubliko de la Insulo de la Rozoj", un micro-Stato autoproclamatosi indipendente dall'Italia, sorto su una piattaforma di quattrocento metri quadrati appena fuori dalle acque territoriali italiane. Il nuovo stato ha l'esperanto come lingua ufficiale e da subito diviene una curiosità per i turisti della riviera romagnola, tanto che giornali e televisioni (anche europee) mandano i propri giornalisti a Rimini per indagare sulla neonata Repubblica. Lo Stato italiano e i servizi segreti vengono da subito allarmati dalla presenza di questa nuova misteriosa creatura. Le ipotesi che girano sulle motivazioni di tal costruzione sono tante dal night all'albergo esotico, dal casinò alla radio o televisione privata, fino a quella della possibile base missilistica in mano a oscuri nemici. La morale nazionale è seriamente minacciata e l'utopia di libertà dell'ingegner Rosa avrà così i giorni contati...la Marina Militare ne minerà la struttura facendola esplodere nel febbraio del 1969. Il bel documentario recentemente realizzato da Cinematica ed editato in dvd ricostruisce i fatti e attraverso le testimonianze dei protagonisti ci fa rivivere un puro e affascinante sogno di libertà del recente passato: "Era meraviglioso stare in mezzo al mare. Guardavamo la costa e Rimini era lì, a portata di mano. Eppure tutto sembrava così distante, lontano. Nessun rumore, niente confusione. Un'atmosfera magica. Un altro mondo". Quello che è recentemente successo a Sealand, principato microscopico sorto nel mare del Nord davanti alle coste britanniche (nato grazie ed un azione di occupazione di una struttura antiaerea abbandonata dall'esercito inglese ad opera dal bizzarro Paddy Roy Bates), ora diventato base per provider ed organizzazioni di commercio elettronico di mezzo mondo e messo all'asta per 70 milioni di euro, getta poi una luce spiazzante sulla rivoluzionaria intuizione dell'ingegner Rosa.  Non resta che finire questa storia con le parole di Alda Merini: "quel giorno che la legge Basaglia ci ha aperto i cancelli, siamo usciti e abbiam visto le rose. Le abbiamo mangiate. Avevamo fame di rose e libertà..."

Domenica 26 Dicembre ore 21.30
Strade Violente
di Michael Mann (1981 USA 123')
Uno scassinatore uscito di galera e perseguitato dalla polizia viene ingaggiato da un’organizzazione criminale: vorrebbe tirarsi indietro, non può, e va incontro lucidamente all’autodistruzione. Primo film per il grande schermo del regista di Manhunter, autore anche della sceneggiatura tratto da un romanzo di Frank Hohimer: un noir crudo e notturno, percorso dall’attrazione quasi fisica per la lama splendente della lancia termica e per lo scintillio dei diamanti, girato con strani ritmi dilatati, improvvise e intelligenti ellissi, ed esplosioni brucianti di violenza. Imperdibile il finale. Mann mostra già uno stile personale e trova in Caan un interprete capace di sfumature impensabili. Colonna sonora dei Tangerine Dreams. (estratti da Mereghetti) 

24/11/10

Alle origini di Rocco Siffredi

Alle origini di Rocco Siffredi
Sul set di Borsalino (1970) si respirava un'atmosfera fantastica, tra Alain Delon e Jean-Paul Belmondo vi era stima e complicità reciproca e i due sembrava che avessero dimenticato di essere in competizione per la palma di attore più amato di Francia (del mondo?). Nel film i due spiccavano alternativamente e durante le riprese si divertirono come matti. Il favoloso contratto prevedeva che i nomi dei due attori comparissero insieme sulla locandina e sui titoli di testa, in tassativo ordine alfabetico, preceduti solo dalla dicitura “Adel Productions présente…”. Solo che nella realtà la Adel era di proprietà di Delon, che a film ultimato fece scrivere: “Alain Delon présente...”. Fine dell'armonia tra i due...fu guerra dura. Belmondo lasciò vuota la poltrona alla proiezione della prima del film, citando poi Delon in tribunale. Dopo un processo durato due anni, fu data piena ragione a Belmondo e tra i due i rapporti si incrinarono per sempre. Una particolarità del film è che il personaggio interpretato da Alain Delon si chiama proprio così.

21/11/10

On Your Mark (Hayao Miyazaki)

On Your Mark
di Chage & Aska (1995)
videoclip: Hayao Miyazaki

Per approfondimento critico sullo storyboard andare qui

20/11/10

Boom! (Joseph Losey)

Boom! - La scogliera dei desideri
di Joseph Losey (1968 UK 113')

Comprai i primi film di John Waters quando appena iniziavo a collezionare film...li acquistai in VHS dalla Gran Bretagna a caro prezzo e pur capendo poco dello slang parlato, immediatamente il regista divenne un mio idolo...Questa recensione venne scritta da John Waters nel 1997 in occasione della splendida rassegna "Cult!" per la 50° edizione del Festival Internazionale del Film di Locarno, è talmente bella che è un peccato non pubblicarla (vi consiglio anche di recuperare il libro dove ognuno tra 28 registi propone un suo film cult e ne scrive)...
"Non guardo mai i capolavori dei miei registi preferiti perché temo che non reggano la prova del tempo. C'è un film però - e nessuno l'ha mai definito un capolavoro . che guardo spesso. In realtà lo uso come banco di prova per i nuovi amici, se a loro non piace, allora non li rivedo più...Si tratta di Boom!, la versione cinematografica della commedia di Tennessee Williams "Il carretto del latte non ferma più qui". Diretto nel 1968 da Joseph Losey e con la sceneggiatura firmata da Tennessee Williams, Boom! rappresenta, al di là del bene e del male, l'altra faccia del kitsch. Un film così genuinamente bello e orribile da lasciare solo una parola per descriverlo: perfetto. La Taylor, nel ruolo della drag-queen sul viale del tramonto, è Sissy Goforth, una miliardaria eccentrica ed egocentrica che si è ritirata in un'improbabile dimora in stile hollywoodiano in Sardegna per scrivere le sue scandalose memorie e morire di un male misterioso. Agghindata con elaborate toilette di alta sartoria opera di un non meglio precisato "Tiziani di Roma", la Taylor dichiara ai propri domestici di avere pieni poteri sull'intera isola, mentre alla segretaria confida di avere bisogno di un amante. Entra in scena Burton, lo gigolò detto "Angelo della morte", che "ha la pessima fama di farsela con donne con un piede nella fossa". Vestito con un costume da guerriero giapponese dono della sua ospite, Burton fissa costantemente il frangersi delle onde ripetendo impassibile "La scogliera dei desideri...Boom! il rumore di ogni istante, il suono della vita!". Arrivato a questo punto riavvolgo più e più volte la mia cassetta pirata mal registrata e mi riguardo la scena finché non ho raggiunto una sorta di trance narcotico alla Tennessee Williams.
Ecco la mia scena preferita: la Goforth invita a colazione la sua odiosa vicina, la "strega di Capri". Interpretata da Noel Coward (Katherine Hepburn aveva rifiutato la parte dopo essersi offesa perché gliela avevano offerta) la strega fa la sua entrata in braccio al suo domestico. "Yooo-hooo. Sissy!" grida come un saluto rituale e Sissy, carica di gioielli tanto da conferire al termine eccessivo una nuova dimensione, lancia il suo "Yooo-hooo!" di rimando. Durante la colazione a base di mostro di mare bollito la Goforth chiede: "E' vero che in Svizzera ti sei fatta un sacco di fiale di ghiandole di scimmia?", ma poi, colpita da un terribile attacco di tosse viene messa a letto dai domestici mentre invoca a gran voce le sue "iniezioni!". "Sei proprio a pezzi tesoro" dice la strega, mentre ubriaca incespica verso il letto di Burton ed esce di scena. Boom.
Il film non piacque a nessuno, non ai critici né al pubblico e soprattutto non ai fans della Taylor e di Burton che se la presero moltissimo. Losey ha detto di essere stato il primo regista  ad essere riuscito a fare un fiasco commerciale con la coppia. (Pieno di tatto aveva tralasciato Cleopatra). Boom! non viene mai proiettato nelle cineteche e ancora non ne esiste una versione in cassetta, ciononostante mi è sempre piaciuto e sono pronto a sbandierare questa mia passione ai quattro venti. Tennesse Williams aveva ragione quando scrisse nelle sue memorie "credo che Boom!- La scogliera dei desideri sia stato un successo artistico e che alla fine riceverà il meritato riconoscimento del pubblico". Spero di aver dato il via alla valanga. Boom!"
(John Waters)

19/11/10

La Resurrezione dei Manichini

La Resurrezione dei Manichini


Nel 1938, lo scrittore André Breton (1896 -1966) ed il poeta Paul Éluard (1895 -1952) organizzarono l'Esposizione Internazionale del Surrealismo alla Galleria Beaux-Arts di Parigi. Ad ognuno fra quindici artisti fu consegnato un manichino del tipo di quelli utilizzati dai sarti femminili e fu detto loro di usarlo come se fosse una tela, incoraggiandoli a trasformare la figura del manichino in qualsiasi modo loro desiderassero.
Gli artisti coinvolti (coi rispettivi manichini in ordine di apparizione in questo video) furono Salvador Dalí, Óscar Dominguez, Marcel Duchamp, Léo Malet, André Masson, Joan Miró, Wolfgang Paalen, Kurt Seligmann, Yves Tanguy, Marcel Jean, Max Ernst, Espinoza, Maurice Henry, Sonia Mossé e Man Ray. Man Ray organizzò l'illuminazione e fotografò lo show. Ventotto anni più tardi, lui stampò e pubblicò un'edizione limitata di queste fotografie, insieme ad un testo descrittivo sotto il titolo "La resurrezione dei manichini". Man Ray progettò la rilegatura e persuase il grande  pittore surrealista Guy Lévis Mano a collaborare, disegnando le pagine.
La copia di Princeton è dedicata da Man Ray al suo amico William Copley (1919 -1996). Nel 1947, Copley aprì una galleria a Los Angeles dedicata ai Surrealisti e al lavoro di Man Ray in particolare. Dal momento che non si vendeva nulla, Copley chiuse la galleria, acquistando molte delle opere esposte per la sua collezione privata. Nel 1979, Copley vendette questa collezione per 6.7 milioni di dollari, tuttora la più alta vendita all'asta di una collezione privata posseduta da un unico proprietario negli Stati Uniti.
Musica del video di Eno / Budd "Wind in Lonely Fences"

15/11/10

Leo es Pardo (Ivan Zulueta)

Leo es Pardo
di Ivan Zulueta (1976 SPA 10')

Da recuperare anche il suo capolavoro Arrebato....

13/11/10

Psycho Therapy (The Ramones)

Psycho Therapy
The Ramones

Une Indigestion (Georges Méliès)

Une Indigestion
di Georges Méliès (1902 FRA 2')
Si tratta del primo film splatter della storia del cinema, per giunta non prodotto da organizzazioni mafiose di depravati per venderlo nel mercato clandestino, ma vomitato fuori da uno dei pionieri della Settima Arte, niente poco di meno che il mitico Georges Méliès. Il nostro fu un autore veramente prolifico, capace di realizzare nella sua carriera ben 510 film e in mezzo ai tanti pensò bene di mettere qualche chicca spiazzante come questa. L'ironica trama è incentrata su un uomo affetto da violenti coliche addominali che si reca per questo da un medico chirurgo (interpretato dallo stesso Méliès), che prontamente gli diagnostica un volvolo intestinale e gli propone un intervento chirurgico d'urgenza per salvargli la pelle. Il paziente accetta senza esitazioni e in breve tempo si trova disteso sul lettino chirurgico...il problema è che il chirurgo, assentatosi per prepararsi, appare poco dopo con un enorme sega con la quale amputa senza mezzi termini una gamba del malcapitato. In men che non si dica il chirurgo rende il paziente un torso umano, simile a Kobelkoff, amputandogli tutti gli arti, tra le vivaci proteste del sanguinante malato. A questo punto il film prende una piega bizzarra e vediamo il chirurgo infilare un enorme imbuto in bocca al disgraziato per poi versarvi dentro diversi litri di strano liquido. Il paziente però non si perde d'animo e continua a protestare violentemente, tanto che il chirurgo è costretto a tagliargli via pure la testa, mettendola a fianco del tavolo operatorio. Sorpresa delle sorprese la testa continua a muoversi (puro stile Re-animator, ma 83 anni prima) e a protestare. Il chirurgo non potendone più si arma di un bisturi degno di Maniac  e inizia a squartare il ventre del tapino. Tanto più uno si lamenta quanto più l'altro armeggia il bisturi, fino al punto che dallo squarcio inizia ad uscire un po' di tutto: una bottiglia, un cucchiaio, un coniglio vivo e numerosi arredi. Il chirurgo conclude che queste cose erano la causa della violenta colica addominale, dà una bella lavata alle interiora con una pompa meccanica e inizia velocemente a ricucire e riattaccare il tutto. Esilarante quando per sbaglio attacca una gamba al posto di un braccio, scatenando le violente lamentele del paziente. Al termine del lavoro di fine chirurgia il paziente si alza guarito, si riassetta, estrae il portafoglio e paga la parcella al macellaio. Certo che vedere uno smembramento del genere in un film del 1902 è veramente una sorpresa...non dimentichiamoci però che già intorno al 1900 il chirurgo  Eugène-Louis Doyen, grande appassionato di cinema, si sbizzarriva a riprendere, grazie ai fondi della Gaumont,  i suoi cruenti interventi (tra cui una separazione di gemelli siamesi...)...ma forse ci sorprendiamo perché sono vere le parole del critico Meneghelli scritte su un vecchio Cineforum che al giorno d'oggi dopo tutto "sono rimasti in pochi a esplorare la carne con attitudine inquieta, cercando con ostinazione questo mostro che ci rode dentro e fa pulsare il nostro corpo di vita propria e incontrollata...Attorno è una farsa continua, buona per il cinemino del sabato sera. Gli stomaci forti devono rivolgersi altrove..."