21/08/09

Freaks and Vips (Atypicalmovie): Laura Chiatti & Giampiero Calderoni

FREAKS and VIPS apre il conto alla rovescia. Mancano 2 settimane al Festival di Venezia, la caccia e' aperta. Vips al banchetto dei Freaks, Freaks genuflessi sul Red Carpet. Vips che ostentano tracotante sicurezza, Freaks armati di camera e pugnale. "Sir posso avere un po' del suo scalpo". Il mondo mondano che si fonde con il Mondo Reale, per 2 settimane, e c'è anche il cinema!!!

La continuazione su Atypicalmovie!
Largo agli angolisti!

Spirito e Corpo

"Non permettere che alcuno ti convinca di curarlo se prima non ti abbia aperto il suo animo, giacché il grande errore che commettono i medici del nostro tempo, nel sanare le infermità, è di considerare separati lo spirito dal corpo. Non si può guarire l'uno senza curare l'altro."
(Socrate)

Jeff Buckley
Grace

20/08/09

Il dolore

Il dolore

“Qualunque ragazzina innamorata può contare su Shakespespeare o Keats per dar voce ai suoi sentimenti, ma basta che il malato tenti di spiegare a un medico la sofferenza che ha nella testa perché il linguaggio si prosciughi di colpo. Egli sarà costretto a coniare qualche parola e, tenendo il suo dolore in una mano e un grumo di puro suono nell'altra (come forse fecero gli abitanti di Babele all'inizio) pressarli insieme in modo tale che alla fine ne salti fuori una parola del tutto nuova.”
(Virginia Woolf)

18/08/09

Bedlam (Mark Robson)

Bedlam (Manicomio)
di Mark Robson (1946 USA 79')
con Boris Karloff, Anna Lee, Billy House, Richard Fraser, Jason Robards Sr

Classico del mystery (fa parte del ciclo prodotto da Val Lewton per la mitica RKO) ispirato all'ottavo dipinto del ciclo di pittura "Carriera di un libertino" di William Hogart. Bedlam è l'abbreviazione di ""Bethlehem House for Insane", un'allucinante casa di cura realmente esistita nel 1700, qui affidata alle cure, non proprio ortodosse, del perfido dr. Sims. Quando un'attrice smaschera il sadismo che ispira le terapie del perfido dottore e fa per denunciarlo, lui riesce a far passare per pazza anche lei. Poi promuove, tra i malati, l'allestimento di uno spettacolo. Che sarà, per lui e per tutti, una liberatoria resa dei conti...
Il film di Robson è una singolare anticipazione dei temi del "Marat Sade" di Peter Weiss (portato sugli schermi da Peter Brook nel 1967), con la sua polemica contro i rigori della ragione, incarnata nel malvagio direttore del manicomio (uno splendido Karloff). Nel film la razionalità svela la sua componente cinica e crudele, mentre chi viene identificato come folle dimostrerà di essere più umano, solidale, spontaneo e caritatevole. Nella messa in scena suggestiva e contrastata si vede la mano del produttore Val Lewton (ricordiamo tra gli altri Il bacio della pantera e Ho camminato con uno zombie), genio della RKO degli anni Quaranta, che di questo film cura anche la sceneggiatura.
La struttura a scene chiuse, quasi autonome e indipendenti, è modernissima, tra il telefilm e il video. Lo scontro tra pazzia e razionalità non è ad un livello metafisico, ma è piuttosto molto concreto, di ordine morale e politico insieme. La messa in scena quasi illustrativa e didascalica, se interpretata associata al tema del film, ne fa un'opera di grande valenza socio-politica con un evidente antinazismo come filo conduttore. Bellissimo l'uso degli specchi e del vuoto/pieno dell'oscurità e delle ombre. Giganteggia Boris Karloff in un ruolo adeguato al suo talento, ricco di umori sulfurei e di humour nero, perfido ma non pauroso (per tutto il film è molto vanitoso, si cura d'aspetto, si mette e si toglie la parrucca continuamente...), bravo nonostante il fatto che a Val Lewton della recitazione poi non importasse granché.

17/08/09

Mavericks

"Se uno vuol essere alla moda per la maggior parte della sua carriera produrrà solo opere di secondo piano. Forse riuscirà casualmente ad ottenere un successo, ma questo significa che è un gregario e non un innovatore. Un'artista deve guidare, aprire delle strade...Mi sono sempre sentito isolato...Un buon artista deve essere isolato. Se non è isolato, vuol dire che qualcosa non va..."
(Orson Welles)

"Accetto l'onore che mi tributate, a nome dei veri indipendenti. Di chi segue la propria strada senza ritenerla la migliore, tranne che per se stesso.
Non pensate che siano chiacchiere per riaffermare la mia libertà, e che a me siano necessarie cose che tutti voi ritenete superflue. Per esempio, in quanto regista mi finanzio lavorando come attore. Cioè, sono pazzo. Ma non tanto da credere di essere libero. I film che avete visto non avrei potuto realizzarli altrimenti. Magari sarebbero stati migliori, ma non sarebbero stati miei. La verità è che questa splendida serata non avrebbe allietato la mia vita se non fosse stato per il mio proverbiale spirito di contraddizione. Chi vi parla è qualcuno che non solo si dichiara ancora oggi il vostro fedele servitore, ma anche, in quest'epoca di supermercati, la vostra drogheria sotto casa."
(Orson Welles, discorso pronunciato in occasione della consegna del Life Achievemente Award, onore tributatogli dall'American Film Institute nel 1975)

16/08/09

Et quid amabo nisi quod rerum enigma est?

"Et quid amabo nisi quod rerum enigma est? "
(F.W. Nietzsche)

Opera di Fernand Khnopff

15/08/09

Chronopolis (Piotr Kamler)

Chronopolis
di Piotr Kamler (1982 Francia/Polonia 52')

Ipnotica immersione nell’enigmatico mondo di Chronopolis, sorta di universo parallelo abitato da creature simili a sfingi di creta intente a gestire bizzarri macchinari, utili nella fabbricazione del tempo. La volontà è probabilmente quella di rappresentare quell’istante al di fuori del tempo in cui si mescolano in una mistica amalgama l’orizzonte della realtà e quello del sogno. Febbricitante incursione nell’inconscio collettivo, ricca di sollecitazioni simboliche e costellata di arcani rebus, anni luce lontana dalle leggi della logica. Difficile tentare un’analisi verbale di questo criptico film, proprio perché la materia di cui è composto è quella dei sogni e come tale non è inquadrabile nelle comuni categorie e il suo punto di forza è dato proprio dall’intimo impatto che produce sul nostro subconscio.
La didascalia iniziale recita: “non vi sono prove a sufficienza della non esistenza della città di Chronopolis. Al contrario, i sogni ed i manoscritti sono concordi nell'affermare che la storia della città sia una storia di eternità e desiderio. I suoi abitanti, ieratici ed impassibili, hanno come sola occupazione e come solo piacere, quello di comporre il tempo. Nonostante la monotonia dell'immortalità, essi vivono in attesa; un rilevante evento dovrà manifestarsi durante l'incontro tra un peculiare istante ed un essere umano. Ora, quell'atteso istante sta preparandosi...”
L’istante nella pellicola è rappresentato da una roteante sfera malleabile, visualizzazione pura e incontaminata dell’Essere Supremo.
Unico lungometraggio del polacco Kamler, si avvale di diverse tecniche di animazione e delle suggestive musiche di Luc Ferrari. E’ stato editato in due versioni, rispettivamente di 52’ e 62’ (con voce narrante in sottofondo). All’epoca fu presentato fuori concorso al Festival di Cannes. Su Barren Illusions i sottotitoli in italiano.

13/08/09

La Prima Visione delle Cose

"In tutti i miei film troverete visioni. Sinceramente sono molto depresso per questi clichés pubblicitari, questi manifesti di viaggi, queste immagini inutili e insignificanti che ci circondano. Meritiamo di meglio. Il film su kaspar Hauser mi dà un'eccellente occasione di mostrare una sorta di prima visione delle cose. Io voglio mostrare a cosa può assomigliare un albero quando lo si vede per la prima volta nella vita. E' come se fosse la prima volta che si aprono gli occhi per vedere come è fatto il mondo. Ho l'impressione di appartenere al mondo della notte e che i miei film nascano dall'oscurità. Cerco di trovare o di creare un vocabolario di nuove immagini in cui la realtà diventi irreale e visionaria, come per esempio quei mulini a vento in "Segni di Vita" o quella barca in cima ad un albero in "Aguirre". sono cose reali ma in trance, simili ad allucinazioni."
(Werner Herzog)