Il primo stadio per Neumann è quello in cui l’Io è contenuto nell’inconscio ed è quindi totalmente indifferenziato: lo chiama lo stadio uroborico.
L’individuo è totalmente contenuto e inconscio ed è nella stessa condizione in cui le cosmogonie paragonano l’universo prima della creazione (che rappresenta la separazione tra il cielo e la terra), ovvero della separazione tra il maschile e il femminile – conscio ed inconscio. Il simbolismo è quello del cerchio, simbolo dell’uovo cosmico in cui tutto è contenuto ma nulla può nascere se non subentra la luce o la coscienza. È lo stato paradisiaco di fusione.
La condizione uroborica in questo senso, è la dimensione naturale inconscia, che è anche l’aspetto del materno. È la fase simbiotica – fase pre-egoica – in cui il bambino psicologicamente è ancora contenuto nell’inconscio materno.
Da questo emerge pian piano un IO embrionale, piccolo, debole e fragile, dipendente dalla Grande Madre che contiene un aspetto costruttivo ed accogliente, ed uno distruttivo: in termini psicologici significa che appare la polarizzazione con una forte ambivalenza tra la tendenza alla differenziazione, che è una spinta progressiva verso l’esterno, ed una altrettanto forte spinta regressiva a restare in una situazione di contenimento psichico. A livello filogenetico questa fase viene considerata quella in cui, dalla primordiale incoscienza nell’uomo, emerge una fragile coscienza che però è ancora labile e piena di paure di disintegrazione.
La fase di sviluppo individuale segnato dall’archetipo della Grande Madre è stato uno degli elementi centrali della psicologia del profondo che ha attribuito alla relazione primaria con la madre un potere altamente costruttivo e distruttivo per la costruzione della personalità e del Sé. Neumann in particolare evidenzia il grande potere negativo di una relazione distruttiva con la madre. Egli dice: “La Grande Madre non è soltanto la Dea che decide della vita o della morte, o che determina uno sviluppo positivo o negativo; il suo atteggiamento è al tempo stesso un giudizio, una sentenza di alta corte. Nessuno sviluppo o razionalizzazione successiva può cancellare questa convinzione di una colpa primaria, poiché il disturbo del rapporto primario ha effettivamente leso l’individuo e lo ha portato ad uno sviluppo sbagliato che fornisce continuamente, a posteriori, ragioni sufficienti a giustificare il senso di colpa”. |
Affinché l’Io possa sostenere il confronto con la Grande Madre archetipica deve formarsi una coscienza di Sé forte, in modo da poter scindere la situazione originaria di indifferenziazione in coppie di opposti. Qui avviene dunque un altro stadio: quello della separazione dei genitori del Mondo, processo attraverso cui vi è la scissione tra la parte conscia e quella inconscia. Qui viene superata la forte ambivalenza della fase precedente poiché quello che è buono viene separato da quello che è cattivo e l’IO si identifica con un solo lato di questa opposizione, mentre le altre polarità di opposti cadono automaticamente nell’inconscio, o nell’Ombra. L’Io qui inizia però a soffrire, perché vive anche il senso di colpa e il senso di divisione e di separazione.
Questa è la fase del Mito dell’Eroe in cui avviene una sostanziale trasformazione a livello psichico: l’Io diventa eroico e si assume la responsabilità di fare fronte allo strapotere dell’inconscio ed affermare la propria forza e la propria esistenza contro quelle forze regressive che tendono a sopraffarlo. Questa fase è importantissima nella costruzione della personalità di ogni singolo individuo. È la lotta con il Drago – simbolica uccisione della madre. Una prova che l’eroe deve superare contro le istanze regressive emotive ed istintive che tentano di impedire l’accesso al “tesoro”.
Nella teoria d Neumann esistono tre tipi di eroi: quello estroverso che tende all’azione che cambia il mondo; quello introverso che è un portatore di cultura. Entrambi questi eroi agiscono creativamente per la conquista del nuovo che giungerà quando l’eroe avrà recuperato la propria parte femminile (principessa) finalmente liberata. Il terzo tipo di eroe non ha come fine di cambiare il mondo, ma è proiettato al cambiamento di sé stesso. Neumann sostiene che anche in questo modo l’eroe compie un gesto importante per l’umanità. Lo stadio successivo è quello dell’uccisione del padre e questo permette all’eroe di rappresentare la sua nuova coscienza: sostituisce cioè il vecchio ordine, la vecchia legge con la nuova legge. Questo stadio rappresenta, soprattutto nel mondo patriarcale, l’unica possibilità per l’emergere dei nuovi valori. Senza questa fase l’eroe non può prendere contatto con le proprie forze creative e con la propria duplice natura (materiale e spirituale). È chiaro che questo duplice confronto, prima con la madre e poi con il padre, è archetipico e rappresenta l’incontro con forze transpersonali, ed è proprio questo che porta l’IO alla nascita della responsabilità e delle sue istanze.
L’Eroe è per Neumann una figura esemplare poiché nel suo comportamento, nelle sue lotte e traversie egli interpreta ciò che ogni singolo individuo dovrà vivere. |
La fase successiva viene definita da Neumann irruzione dell’uroboro patriarcale; è la fase che consente alla donna di accedere – psicologicamente parlando – a qualcosa di assolutamente nuovo che viene vissuto quasi come un potere soggiogante e luminoso. Questa fase coincide spesso con l’incontro con il maschile interno, ma può anche essere letto come l’incontro con il proprio potenziale creativo ed aggressivo. È la fase in cui le donne si sentono “piccole” di fronte al maschile e il cui riscatto avviene se si abbandonano all’esperienza del maschile che apre la strada al diverso da sé. Sia per la donna che per l’uomo la coscienza può aprirsi solo se c’è il contatto con il diverso, e per la donna questa fase comporta l’abbandono del rapporto originario con la madre: la donna però non deve rimanere prigioniera di questo
stadio altrimenti può essere altrettanto pericoloso,
poiché vi è solo una possessione dell’Animus che comporta
per lei il restare all’interno di un ruolo collettivo
di figura ispiratrice, adepta o vestale, mai personale.
Nella fase successiva, quella dell’incontro, la donna si assume
il compito di confutare i valori maschili, il che equivale
all’uscire da una sorta di inerzia psichica che comporterebbe
l’assoggettamento a valori estranei al femminile.
Anche per la donna il “tradimento” è portatore di sviluppo
e coincide con il ritiro delle proiezioni e
l’accettazione interiore dell’altra metà del cielo
che consente quel matrimonio sacro interno che è
l’unica vera completezza.  Neumann ha spiegato i passaggi dello sviluppo del
femminile nella meravigliosa intepretazione del mito
di Amore e Psiche in cui analizza tutti i passaggi della
psiche femminile dalla totale indifferenziazione al
rapporto vero con il maschile per giungere al matrimonio sacro
in cui c’è la realizzazione dell’incontro di due individualità
separate e distinte. In questo mito Venere rappresenta la
Dea dell’Amore con il suo grande potere sedativo che
attrae e tende a portare a sé, ma Psiche è la Dea dell’incontro
e del rapporto che attraverso l’amore si sottrae
al ciclo naturale delle cose per raggiungere il
matrimonio spirituale tra un IO e un TU all’interno
di un processo alchemico di trasformazione. |
Osiride e il serpente Indagando sul culto di Osiride ci ritroviamo ad inseguire
vicende che legano i quattro angoli del mondo in un
comune denominatore. Il culto di Osiride inizia circa quattromila
anni fa e vede i suoi albori ad Abido nel 2300 a.C. Questo
Dio raggiunge una popolarità tale da far dimenticare il predecessore.
Il nome deriverebbe da quello del Dio ariano Asari, noto come Asar;
un Asa, un abitante del paese degli Asar, l'antica Asia; vocabolo
derivante dal fenicio Asir e dallo scandinavo Aser. Asar, detto dai Greci Osiride, è l'eroe di un dramma che si svolge
in una grande isola circondata da canneti, nel cuore del
"grande Mare Verde", una storia narrata da Marthe De Chambrun
nel suo "Empervier Divine".
Asar, come Osiride, verrà crocifisso e smembrato da suo fratello
Set o Tifone. Zeus, Giove per i romani, combatté con Tifone (Typhon)
un serpente,
sul monte Casio (Sinai). Per gli Ittiti, Hurriti e Sumeri si tratta di Teshub,
dio del tuono, che lottò contro Yanka, il serpente.
Secondo i fenici il dio era Baal; dio solare del quale diremo più avanti.
Per gli Amurriti fu Adad, dio delle tempeste, a lottare contro Yam e Mot.
Fu sconfitto e sua sorella Anat, innamorata di lui, lo risuscitò dopo
aver ucciso Mot. Questo ci riporta a Osiride, ricondotto in vita da Iside.
Per l'Egitto Osiride è il "Maat", il "Signore di giustizia", il "Signore Santo",
di cui ci parlano i papiri di Ani, il Libro dei Morti di Hunefer (British Museum).
Questi scritti raccontano del serpente umano Sata, dei Figli delle tenebre,
della passione del Dio dopo una cena, durante la quale, guarda caso,
viene distribuito il pane e le carni consacrate nel suo nome di
"Signore del Cibo Divino" ("Piramide di Teta", pag. 214, edizione Maspero).
Osiride, in greco Busiris, proviene da Dedu. A Menfi spodestò Sokaris e
ad Abidos divenne il signore del regno dei morti.
Raffigurato come una colonna spezzata nel punto del capitello.
Dio dell'ordine naturale, accompagnato da Anubis e dalla coppia Up-Nat,
unificò la IX provincia che prese il nome di "Casa di Osiride", oggi nota come Abusir.
Il papiro di Hunefer, cap XVII; la piramide di Unas e gli scritti di
Maspero ci portano a conoscenza che i Figli delle tenebre vogliono
disfarsi di Osiride. Egli è consapevole che è arrivata la sua ora,
ha vissuto tutta la sua vita ed ha paura di avviarsi verso le tenebre.
Nel papiro di NU (Nu era considerato l'oceano cosmico) si legge:
"Io sono il vostro Signore. Venite a prendere posto tra le mie file.
Io sono il figlio del vostro Signore e voi mi appartenete per mezzo
del padre divino che vi ha creato. Io sono il Signore della Vita."
Impressionante collegamento con Gesù che ripeterà
le stesse parole
2300 anni dopo.
Come Gesù anche Osiride viene crocifisso su di un patibolo formato
da un tronco di sicomoro, su cui è posta orizzontalmente un asse: il "Tau".
Le mani e i piedi vengono legati al tronco.
"Omaggio a te sicomoro gran patibolo, compagno del Dio.
Il tuo petto tocca la spalla di Osiride" (Piramide di Pepi II).
"Io sono venuto e ho tolto questa cosa oltraggiosa che era su Osiride.
Ho posto la corona Atef al posto della corona Ureret.
Ho alleviato il dolore, ho sostenuto il supporto dei suoi piedi" (Papiro di Ani cap.CLXVII).
Lo stesso patibolo, la croce, accomuna Gesù e Osiride
allo stesso destino di Krishna, un dio orientale, la cui vita è
il tema dominante della Bhaagavad Gita.
"Krishna è venuto sulla terra (Gesù disse: io non sono di questa terra)
per cancellare i peccati del Kali-Yuga (età del ferro),
per prendere su di se i peccati che opprimono l'umanità.
Compiuta la sua missione egli è tornato in cielo
indicando la via a coloro che gli sono fedeli".
Tanto è scritto nel Bhaagavad Purana 11, XXXI, 5, 6, XXXVIII, 10. THE MOTHER SNAKE
In the beginning the land was flat, and the great Mother Snake
lay in a deep sleep in the very centre of the Earth.
For a long time she slept, and then there came a time when
she awoke and crawled up through the very earth itself.
Breaking through the surface in a shower of ochre dust.
As she journeyed across this flat empty land, so powerful
was her magic, that she caused it to rain heavily,
and her body track's were filled with water,
thus creating long winding rivers, great lakes, billabongs,
and water holes. Everywhere she traveled, nurturing
milk from her full breasts soaked in to the earth making
the land fertile, and lush and green rain forests grew with
hanging vines, trees of many shapes, colours and patterns. By digging her nose into the ground, she created mountain
ranges, valleys, and some parts of the land she left flat,
which we now call deserts. Then returning back into the
Earth she awakened the animals, reptiles and all other
land dwellers. Animals that carried their young in a pouch,
some that lived in the trees and others that burrowed under
the ground, desert animals and forest animals, reptiles of
all sizes, colours and patterns. She took them all to live
on the surface of the earth. She then awakened the bird tribes,
and placed them in the air so that the sky was filled with birds
of different shapes and sizes, parrots that were all the colors
of the rainbow, flightless birds that walked on the land,
long legged birds that danced on the plains and others that flew
high in the air and nested in the mountains and trees. Next she awoke the water creatures, and placed them in the rivers,
lakes and vast deep oceans. Fish that darted and swam in the
shallow streams, frogs that sang in the shadows of the night,
eels and turtles and strange creatures that lived in the depths
of the oceans. Then finally She awoke and brought from the
womb on the Earth itself, man and woman.
And they learned from the mother Snake how to live in peace
and harmony with all these creatures who were their spiritual
cousins. The Mother Snake taught them their tribal way to
share with one another, to take only what they need and to
honour and to respect the earth itself. To respect the spirit
of all the things, the trees, the rocks, the creatures, because
all have a spiritual dreaming. Man and woman learnt that they
were brother and sister and they should support, love and learn
from each other and that all things have been placed in balance
with Mother Earth and that this knowledge must be passed on
to their children, and to their children yet to come.
And man and woman were now the caretakers of this land.
And the Great Snake then entered a large water hole where
she guards the fish and other water creatures, so that when
the aboriginal people fish, they know to take only as much
as they can eat. Because if someone should take more than
they need through greed, or kills for pleasure, they know that
one dark night, the Great Mother Snake will come out of her
hiding place in the water, find and punish the one who broke
this tribal law.
This story comes from the indigenous people of this great land,
who have been here since the beginning of time, and if we listen
to the messages it contains we would not only have harmony
amongst people of all cultures, but most importantly we would
provide a future for our children, and their children yet to come.
It is known that ¾ of all the worlds natural waterways are polluted,
also large forest areas are being cut down at an alarming rate.
Our children are being fed chemically focused food.
The fruit we eat is full of large amounts of insecticides.
Meat is contaminated with doses of hormones.
Even the sun is becoming our enemy because of the
greed of large companies,
while the leaders of this country (Australia) continue to
support a system that is rapidly deteriorating.
Although I see and believe we live in exciting times of
spiritual growth and change,
I sadly feel that we must go through much harder times before
the uninformed, greedy and corrupt people can learn the simple
truths of the above story.
If we choose to ignore the lessons of the past we will be forced
to relive them again in the future. LA DONNA DA' ALLA LUCE E DA' LA LUCE Leggere attentamente qui (grazie Violet Femmina Illuminante) 
BABY BLUE
"I sogni sono come le stelle: basta alzare gli occhi e sono sempre la'" (Jim Morrison)
Rudolf Steiner nel suo libro “Il Vangelo di Giovanni” scrive alle pagg.
110 e 111: "L'uomo è veramente, alla lettera,
disceso sulla terra da sfere che dobbiamo definire
come sfere di acqua e di vapore, d'acqua e d'aria
(simili a elementali?). ... Finché era stato liquido ed aeriforme.
Egli si trovava su in mezzo agli dei; a poco a poco,
parallelamente all'addensarsi della Terra,
l'uomo si addensò fino all'odierna materialità.
Questo processo rappresenta la discesa; come l'uomo è disceso,
così pure risalirà. Dopo aver maturato tutte le esperienze possibili
entro la materia solida, egli tornerà ad ascendere a quelle regioni
nelle quali il suo corpo fisico è liquido ed aeriforme. ...
Oggi intanto egli non può che anticipare spiritualmente quegli stati.
L'uomo un tempo non nasceva dalla carne e dalla terra,
bensì dall'aria e dall'acqua e, in avvenire, dovrà realmente rinascere
dallo spirito dell'aria e dell'acqua". |