30/05/11

The Killer Jerry Lee


Whole Lotta Shakin' Going On


Jerry Lee Lewis 




Il rock'n'roll è la forma espressiva più schifosa, brutale e malefica, un afrodisiaco pestilenziale, la musica preferita di tutti i delinquenti della terra.
(Frank Sinatra)

23/05/11

Matryoshka (UByK)

Matryoshka
by UByK

21/05/11

Gli uomini vuoti (T.S. Eliot)

Gli uomini vuoti
Un penny per il vecchio Tor
I
Siamo gli uomini vuoti
Siamo gli uomini impagliati
Che appoggiano l'un l'altro
La testa piena di paglia. Ahimè!
Le nostre voci secche, quando noi
Insieme mormoriamo
Sono quiete e senza senso
Come vento nell'erba rinsecchita
O come zampe di topo sopra vetri infranti
Nella nostra arida cantina
Figura senza forma, ombra senza colore,
Forza paralizzata, gesto privo di moto;
Coloro che han traghettato
Con occhi diritti, all'altro regno della morte
Ci ricordano - se pure lo fanno - non come anime
Perdute e violente, ma solo
Come gli uomini vuoti
Gli uomini impagliati..
II
Occhi che in sogno non oso incontrare
Nel regno di sogno della morte
Questi occhi non appaiono:
Laggiù gli occhi sono
Luce di sole su una colonna infranta
Laggiù un albero ondeggia
E voci vi sono
Nel cantare del vento
Più distanti e più solenni
Di una stella che si spegne.
Non lasciate che sia più vicino
Nel regno di sogno della morte
Lasciate anche che porti
Travestimenti così deliberati
Pelliccia di topo, pelliccia di cornacchia, doghe incrociate
In un campo
Comportandomi come si comporta il vento
Non più vicino -
Non quel finale incontro
Nel regno del crepuscolo

III
Questa è la terra morta
Questa è la terra dei cactus
Qui le immagini di pietra
Sorgono, e qui ricevono
La supplica della mano di un morto
Sotto lo scintillio di una stella che si va spegnendo.
E' proprio così
Nell'altro regno della morte
Svegliandoci soli
Nell'ora in cui tremiamo
Di tenerezza
Le labbra che vorrebbero baciare
Innalzano preghiere a quella pietra infranta.

IV
Gli occhi non sono qui
Qui non vi sono occhi
In questa valle di stelle morenti
In questa valle vuota
Questa mascella spezzata dei nostri regni perduti
In quest'ultimo dei luoghi d'incontro
Noi brancoliamo insieme
Evitiamo di parlare
Ammassati su questa riva del tumido fiume
Privati della vista, a meno che
Gli occhi non ricompaiano
Come la stella perpetua
Rosa di molte foglie
Del regno di tramonto della morte
La speranza soltanto
Degli uomini vuoti.

V
Qui noi giriamo attorno al fico d'India
Fico d'India fico d'India
Qui noi giriamo attorno al fico d'India
Alle cinque del mattino.
Fra l'idea
E la realtà
Fra il movimento
E l'atto
Cade l'Ombra
Perché Tuo è il Regno
Fra la concezione
E la creazione
Fra l'emozione
E la responsione Cade l'Ombra
La vita è molto lunga
Fra il desiderio
E lo spasmo
Fra la potenza
E l'esistenza
Fra l'essenza
E la discendenza
Cade l'Ombra
Perché Tuo è il Regno
Perché Tuo è
La vita è
Perché Tuo è il
E' questo il modo in cui finisce il mondo
E' questo il modo in cui finisce il mondo
E' questo il modo in cui finisce il mondo
Non già con uno schianto ma con un lamento.
(Thomas Stearn Eliot)

Festival Arte Contemporanea di Faenza (Evento Off by Frattaglie)

Festival Arte Contemporanea di Faenza
Evento Off (obviously uncredited) by Frattaglie
Proiezione nella soffitta del Clan Destino
Domenica 22 ore 21.30 
Il cervello che non voleva morire - The Brain that Wouldn't Die
di Joseph Greene (1962 USA 82')

Dietro questo gioiello della fantascienza anni Sessanta c'è la figura dell'attore Jason/Herb Evers che recita, produce, sceneggia e dirige sotto pseudonimo un film zeppo di situazioni spiazzanti e assurde. La trama delirante e le immagini audaci bloccarono la distribuzione del film per ben tre anni e il regista fu costretto a censurare diverse sequenze per riuscire a vederlo finalmente distribuito. Protagonista è un brillante chirurgo figlio d'arte che lavora sul labile confine tra genio scientifico e fanatismo ossessivo, eseguendo trapianti sperimentali di arti e organi (grazie ad un siero che impedisce il rigetto) e non fermandosi davanti a nulla pur di procurarsi i pezzi mancanti. Nella pellicola il chirurgo cerca di ridare la vita alla testa della sua fidanzata decapidata in un incidente stradale, causato dalle sue inspiegabili intemperie alla guida. La testa, dotata di un volto ammaliante, messa su un vassoio e tenuta in vita con flebo ed elettrodi non si dimentica facilmente. Il culmine si raggiunge poi quando il chirurgo, vincente di bell'aspetto e pure un poco voglioso, si dirige al Moulin Rouge alla ricerca del corpo di una pin-up da trapiantare al cervello della sua amata. Esilarante la scena in cui il chirurgo occhieggia le ragazze, pensando al corpo da scegliere, durante una sfilata di costumi da bagno dal titolo "Miss Belle Forme". Sceglierà poi una modella dal corpo mozzafiato e dal costume leopardato, ma dal volto orrendamente sfregiato: a ribadire lo status di film-freak della pellicola in questione. La presenza di un mostro chiuso in uno sgabuzzino del laboratorio (creato dall'unione di vari brandelli e frammenti di membra e visceri da parte dello scienziato) e in comunicazione telepatica con la testa complica ulteriormente le cose. Il sodalizio tra i due freaks e la preparazione della vendetta avrà inizio con le profetiche parole "tu sei la forza e io il pensiero" pronunciate dalla logorroica testa. A completare lo psicotronico quadretto c'è anche l'assistente del chirurgo, figura apparentemente fuoriuscita da Blood Feast di Herschell Gordon Lewis, reso deforme a causa di un trapianto malfatto e ora con un braccio atrofizzato e affetto dal morbo di Dupuytren. Epilogo splatter ante-litteram con il mostro che prima strappa il braccio buono all'assistente (che si trascina caracollando e conseguentemente insanguinando tutto il sotterraneo del laboratorio), poi lacera e strappa un brandello di collo al sorpreso chirurgo. Il chirurgo farà una brutta fine tra le fiamme del laboratorio, mentre il mostro nel caleidoscopico finale scapperà con in braccio la modella, mentre la testa rianimata ridendo istericamente rimarrà enigmaticamente sul vassoio. A metà strada tra Russ Meyer, Frankenstein e Re-Animator, le vie dell'exploitation sono infinite...

19/05/11

I Know (Tamar Drachli & David Lynch)

I Know 
Tamar Drachli 
musica di David Lynch

"...fragile impasto di sordidi vizi,
colpevoli debolezze splendide virtù,
l'uomo reca in sé la propria condanna e la propria salvezza.
La sua stessa anima è la gabbia
che lo terrà prigioniero fin quando
l'angelo sterminatore
verrà a separare
l'innocenza dal peccato,
l'umiltà dalla superbia,
l'odio dall'amore..."
(Luis Bunuel - L'angelo sterminatore)

16/05/11

Auto trasformazione

"Fare cinema si è presentato immediatamente anche come il mezzo più forte che potevo incontrare per raggiungere lo scopo verso cui mi dirigevo intuitivamente: uscire da me stesso. Entrare in un processo di auto trasformazione...Ho utilizzato il cinema, me ne sono avvalso come uno strumento di trasformazione, ma attraverso l'errore"
(Julio Bressane)
O Anjo Nasceu (1969 Julio Bressane)

15/05/11

Sombre (Philippe Grandrieux)

Sombre
di Philippe Grandrieux (1998  FRA 112')
Primo lungometraggio ipnotico e malsano di Philippe Grandrieux che riesce a rendere in immagini in maniera accurata le atmosfere sensualmente decadenti della musica di Alan Vega dei Suicide. Influenzato dal cinema muto, con reminescenze di Bataille e Francis Bacon e con uno stile che si pone tra Zulawski e Bruno Dumont, il film si configura come una cattivissima discesa nella psiche di un serial killer ricolmo di turbe sessuali. Dotato di una tecnica peculiare il regista crea un film visionario e spiazzante, grazie ai veloci movimenti di macchina, ai primi piani molto ravvicinati e all'uso dell'oscurità. Molte sono le cose che a fine visione rimangono non spiegate, anche perché i dialoghi sono ridotti all'osso, ma nonostante questo attraverso le immagini arrivano emozioni palpabili. E' come se il regista volesse che fosse lo spettatore a darsi dei perché di ciò che (intrav)vede. Splendida la sequenza iniziale con i bambini che urlano e si emozionano davanti ad uno schermo cinematografico. Toccante e tremendamente eloquente la sequenza finale con la carrellata sugli spettatori del Tour de France (gli spettatori del film stesso? noi?) sulle note degli amori perduti di Serge Gainsbourg. Magnifica e stordente l'interpretazione di Elina Lowensohn. Film estremamente difficile, per alcuni spazzatura immorale per altri prezioso capolavoro, a suo modo comunque indimenticabile e decisamente originale.

10/05/11

Cavern (Liquid Liquid)

Cavern
Liquid Liquid (1983)