31/03/08

Distacco

La poesia dà equilibrio al vuoto del mio ventre
e all'indifferenza di Dio l'anima si abitua.
Dimmi: cosa cambia tra l'essere aurora e l'esser penombra?
A me e alla mosca interessa solo la danza.
(Alejandro Jodorowsky)

30/03/08

Russian Roulette

Russian Roulette
Pascal Comelade

"Everything I do is absolutely original, I invented it when I was little"

27/03/08

James Elliott

James Elliott

Artista inglese, che ha probabilmente più di una persona al proprio servizio con l'incarico di battere al tappeto la rete ed eliminare tutto ciò che lo riguardi,
quindi presto anche questo post...
Difficilissimo reperire qualsiasi tipo di informazione su di lui, difficile alle volte persino accedere al suo sito, che insieme a qualche saltuario book, sembra essere l'unica prova della sua esistenza.



Personaggio stravagante, educato in un istituto di suore, comincia a lavorare ancora adolescente su temi macabri raffigurando tombe croci e cimiteri.
Fortunatamente vira in fretta i suoi interessi verso l'erotismo e raggiunge il successo non ancora ventenne esponendo in una galleria della City.
Ama autodefinirsi "Artista innovatore" trovando riduttivo il termine fotografo.
Realizza immagini elaborate minuziosamente al computer con uno straordinario uso del colore, denso e brillante al punto da diventare solido e spesso come smalto.
Il resto è un'esplosione di curve, velluto, latex, rossetto, con una particolare predilezione per le supermaggiorate che, come egli stesso ha spiegato, trasforma da oggetto per facili barzellette , da ospiti per talk-show demenziali in opere d'arte assolute.
Che il sesso sia con voi.

26/03/08

Aprile al Clan Destino

Aprile Scaglie 2008

Domenica 6 ore 21.30
Blood Simple
di Joel & Ethan Coen (1984 USA 94’)
Noir d’esordio dei fratelli Coen che si crogiola nella cinefilia colta e si ammanta di sarcasmo, mostrando venature velenose condite con improvvisi scoppi di violenza. Anticipa una tendenza e uno stile cinematografico che saranno più che evidenti nel decennio successivo. Da notare come nel film il silenzio risulti più denso di significato delle parole. Da rivedere.

Martedì 8 ore 21.30
A Dirty Shame
di John Waters (2004 USA 89’)
Ormai la spazzatura è dappertutto, per cui i film iconoclasti degli anni Settanta del nostro beniamino sono diventati la nostra TV quotidiana (senza però l’ironia e la genialità di Waters), ma John Waters riesce tuttora a fare film che non vengono distribuiti perché scomodi e non riconciliati. Siamo lieti di riproporre ai soliti quattro gatti la gustosa visione dell’ultimo divertentissimo film del “Re degli Schifosi” tutto incentrato sul sesso, tornato finalmente alla sua vena più dissacratoria.

Domenica 13 ore 21.30
A cavallo della tigre
di Luigi Comencini (1961 ITA 104’)
Film assolutamente da riesumare che vede Manfredi nel suo primo ruolo drammatico in un’opera ironica, grottesca e provocatoria che mostra spietatamente l’altra faccia dell’Italia del boom economico, quella del malessere sociale fatto di sottoproletari brutti, sporchi e cattivi e baraccopoli di periferia. Un apologo sferzante sull’impossibilità di vivere nella società dell’epoca...la storia di un evaso che realizza amaramente che tutti, compreso paradossalmente anche lui, potrebbero ricavare più vantaggi da un suo ritorno in galera...nel cast anche Gian Maria Volonté e Mario Adorf.

Martedì 15 ore 21.30
Behind the Mask: the Rise of Leslie Vernon
di Scott Glosserman (2006 USA 92’)
Originale horror metacinematografico incentrato su una troupe intenta a girare un documentario su un aspirante serial killer: l’inquietante Leslie Vernon, psicopatico deciso a oscurare la fama dei protagonisti di “Venerdì 13” e “Halloween”: Jason Vorhees e Michael Myers. Come rivitalizzare ed elettrizzare tematiche trite e ritrite...in Italia ovviamente i nostri fiacchi distributori lo hanno praticamente ignorato.

Domenica 20 ore 21.30
Batman
di Leslie H. Martinson (1966 USA 105’)
Cine-vintage con scaglie di pop art cristallina....creato sull’onda dell’incredibile successo dei 120 episodi della serie televisiva...il Jolly, la Donna Gatto, l’Enigmista e il Pinguino, indissolubilmente uniti, stanno costruendo un’apparecchiatura in grado di trasformare le persone in polvere...per una serata a Gotham City. STOMP...BANG...KAPOOW!!!

Martedì 22 ore 21.30
La Sciamana
di Andrzej Zulawski (1996 POL/FRA/SVIZ 110’)
Zulawski, visionario cineasta innovatore e profondo indagatore dell’anima umana, ritorna nella Polonia repressa dopo la caduta del regime comunista per dirigere un soggetto, giudicato dalla critica ufficiale come oltraggioso verso i valori cristiani e pornografico...ne tira fuori un film depistante, allucinato affresco della Polonia contemporanea, viscerale ed estremamente intenso, in cui spicca l’indimenticabile protagonista Iwona Petri. Un professore di antropologia scopre la mummia di uno sciamano e inizia ad indagare sulle misteriose cause della sua morte, parallelamente incontra un’enigmatica ragazza con cui instaura una relazione sconvolgente...nel film aleggiano le creature dell’inconscio, ancestrali entità soprannaturali a cui affidare il proprio castigo, alla ricerca di un’agognata quiete.

Domenica 27 ore 21.30
Chopper
di Andrew Dominik (2000 Australia 94’)
Primo film dell'osannato Dominik, è l'autobiografia di Mark Brandon "Chopper" Read, il più famoso criminale australiano, un assassino spietato e conturbante, che ha astutamente utilizzato l'appeal che contorna la sua figura per diventare (in Oceania) una celebrità. Un suo uso spregiudicato e modernissimo della comunicazione attraverso i mass media e la pubblicazione di un best seller ne hanno fatto un'ambigua icona dei nostri assurdi ed oscuri tempi, paradossalmente quasi una vittima incolpevole di una società bastarda. Indimenticabile l'interpretazione dell'imponente e viscerale Eric Bana.

Martedì 29 ore 21.30
Vigilato Speciale
di Ulu Grosbard (1978 USA 114’)
Ispirato al romanzo noir dell'autore cult Edward Bunker "Come una bestia feroce" (il Mr Blue de "Le Iene"), che nel film fa una breve apparizione.
E' la storia del criminale Max Dembo (Dustin Hoffman), il quale dopo essere uscito da sei anni di prigione tenta di condurre una vita normale. Le difficoltà nel reinserimento sociale sono molteplici e soprattutto i pregiudizi che lo circondano e la durezza del giudice di sorveglianza assegnatogli non fanno altro che acuire i suoi disagi, tanto che l'unica via percorribile rimane quella del crimine. Un misconosciuto classico dei fiammeggianti anni Settanta.

For Y'ur Height Only

For Y'ur Height Only
di Eddie Nicart (1981 Filippine)

24/03/08

The Incredibly Strange Creatures Who Stopped Living and Became Mixed-Up Zombies!!?

The Incredibly Strange Creatures Who Stopped Living and Became Mixed-Up Zombies!!?
di Ray Dennis Steckler (1964 USA 82')

21/03/08

Dorothy Stratten

Dorothy Stratten

Solo vent'anni di vita per una vera e propria icona dello scorso secolo: una meteora di straordinaria bellezza che in pochi anni sconvolse il mondo. La sua immagine è assolutamente in causa nella generazione dell'ideale di bellezza dei nostri anni, una figura seminale che si è incastonata permanentemente nel desiderante inconscio collettivo: bionda, statuaria, filiforme, maggiorata, ma tutt'altro che stupida.
Di modeste origini, Dorothy fu costretta molto precocemente a guadagnarsi faticosamente da vivere, iniziando a lavorare a soli 14 anni in una malinconica tavola calda, il "Dairy Queen". Il suo aspetto era travolgente e gli squallidi avventori della bettola, tra un hot dog e una birra, non perdevano occasione per lanciarle infuocati apprezzamenti. Tra questi vi era Paul Snider, seducente ventitreenne, impresario e fotografo a tempo perso, che rimase letteralmente folgorato dalla scultorea cameriera, tanto da cominciare un tenace e instancabile corteggiamento. L'idea che ronzava nella testa di Snider, oltre a quelle scontate, era di lanciare la giovane nel patinato mondo dell'erotismo d'autore, simbolizzato in quegli anni dalle conigliette di Playboy. L'insistenza e il fascino di Snider convinsero Dorothy a posare per alcuni fulminanti scatti fotografici, che prontamente l'impresario inviò all'attenzione della rivista del rivoluzionario Hugh Hefner. L'immagine di Dorothy, contemporaneamente dotata di una purezza trasparente e di un'esplosiva fisicità, colpì i selezionatori della rivista, che in breve tempo proposero ai due di trasferirsi a Los Angeles, per lanciarla nel doràto mondo delle Playmates. Paul Snider e Dorothy, nel frattempo, avevano intrecciato un torrido rapporto di coppia, in cui il “possesso” di Snider verso Dorothy era totale, frutto forse di una rigida educazione, completamente incentrata e preoccupata del machismo sociale e sessuale. Dorothy fu eletta dai febbricitanti lettori della rivista di Hefner "Playmate dell'anno 1980" e la sua carriera conobbe una rapida ascesa con la chiamata da parte del chimerico mondo del cinema hollywoodiano. I primi film, in ruoli secondari, furono i modesti "Autumn Born" e "Americathon", in seguito Dorothy ebbe l'occasione di partecipare a episodi delle serie televisive "Buck Rogers" e "Fantasilandia", che le permisero di allargare la sua popolarità tra gli spettatori americani. Naturale a questo punto che le fosse proposto il primo ruolo da protagonista in "Galaxina" di William Sachs, mediocre film di fantascienza, assolutamente nobilitato dalla sua figura. Nel frattempo il suo rapporto con Snider, diventato suo marito, era dominato dalla smisurata gelosia di quest'ultimo, che minacciava e opprimeva la ragazza in tutti i modi possibili. L'impresario megalomane era ormai preda di una labirintica ossessione verso Dorothy, come dimostra il fatto che fece targare la propria principesca automobile con l'effige "Star 80". A questo punto successe l'inaspettato e si aprì uno spiraglio nella vita di Dorothy, rappresentato dalla possibilità di recitare nel nuovo film del celeberrimo Peter Bogdanovich "...e tutti risero".
Peter Bogdanovich era in quel momento all'apice della carriera, con alle spalle meravigliosi libri e documentari su Orson Welles, John Ford e Fritz Lang e importanti pellicole quali "Bersagli", "L'ultimo spettacolo" e "Paper Moon".
Tra i due nacque immediatamente un rapporto speciale, il regista ricorda: "era una delle persone più coraggiose che mi sia capitato di incontrare...inoltre, era velocissima nell'apprendere...capiva al volo...aveva fatto una vita d'inferno con quel marito mostruosamente abile nello sfruttarla e nell'abusare di lei, ma voleva essere un'attrice e aveva il talento per riuscirci".
Dorothy finalmente trovò così la forza di lasciare il marito e si trasferì a casa di Bogdanovich, ma Snider non mollò la presa, perseguitandola continuamente sul set, minacciandola ripetutamente e parallelamente non perdendo un istante della sua vita, grazie a complicati pedinamenti, messi in atto da arcigni investigatori privati.
La situazione pesava severamente sulla povera Dorothy e sul compagno Bogdanovich, che svela: "Dorothy era una donna bellissima, troppo bella per essere vera...era profondamente attratta da un libro su "Elephant Man", quello vero, da cui Lynch ha tratto il suo film...avevo notato che una delle ragioni per cui Dorothy si identificava con l'uomo elefante era il fatto che quando camminava per la strada tutti la guardavano. La cosa la metteva terribilmente a disagio. Le chiesi "che sensazioni ti dà?". Lei mi rispose "è come se fossi deforme"...quell'uomo bruttissimo e quella donna stupenda condividevano la sensazione di essere diversi, si sentivano entrambi a disagio, strani ed esclusi".
E il mondo non è tenero verso i diversi...lo psicotico Paul Snider, il 14 Agosto 1980, prima violenta, poi uccide Dorothy Stratten con un colpo di pistola al volto, abusa del suo cadavere, per poi suicidarsi.
Peter Bogdanovich non sarà più sé stesso, perderà una fortuna nell'autarchica e utopica distribuzione diretta di "...e tutti risero", colossale fiasco commerciale e sposerà in seguito Louise Stratten, sorella minore di Dorothy.
Con la mente rivolta a Dorothy Stratten, regalerà in seguito al mondo del cinema un autentico capolavoro quale "Mask" (in italiano "Dietro la maschera"), in cui la storia del ragazzino con la faccia di leone è un'evidente dedica alla rimpianta Dorothy Stratten.

"Da quando per la prima volta stetti seduto vicino a te nel pergolato, la prima e la più pura gioia che tu mi donasti fu di sentirmi più nobile, più grande, migliore per mezzo tuo. Immerso nella bellezza del tuo essere, docile al più lieve cenno, adorandoti e amandoti come un fanciullo, così preferivo raffigurarmi di fronte a te. E mentre ti guardavo più profondamente, questi sentimenti crescevano; quanto più io crescevo per mezzo tuo, più forza e personalità essi acquistavano, e quando intuii che mi amavi, fu loro data tutta la forza del più beato godimento; ma ora che so che sei tutt'uno con me, essi mi innalzano ad altezze che nessun mortale ha raggiunto."
(Wilhelm Von Humboldt)
(citazioni del post dall'articolo di David Grieco, "l'Unità" 31/10/2002)

20/03/08

Il Nome


Assalito dal sonno durante la guida
mi fermai sotto un albero sul bordo
della strada. Mi rannicchiai sul sedile
posteriore e mi addormentai.
Per quanto? Ore. Il buio mi raggiunse.
Mi svegliai d'un tratto e non sapevo più
chi ero. Sono del tutto conscio,
ma non serve a niente. Dove sono?
Chi sono? Sono solo una cosa che si
è appena svegliata sul sedile posteriore
di una macchina e si agita in preda
al panico come un gatto in un sacco. Chi sono?
Dopo un bel pezzo la mia vita ritorna da me.
Ritorna da me il mio nome come un angelo.
Fuori dalle mura del castello risuona uno squillo
di tromba (come nell'ouverture di Leonora) e i
passi che mi salveranno scendono rapidamente
la lunga scalinata. Sono io che arrivo! Sono io!
Ma è impossibile dimenticare quindici secondi
di battaglia nell'inferno del nulla,
a pochi metri da una strada maestra
dove le macchine ti sfrecciano accanto
con i fari accesi.
(Tomas Transtromer)