27/10/08

Light is calling (Bill Morrison)

Light is calling
Bill Morrison (2004 USA 8')

Se tu mi rivenissi incontro vivo,
con la mano tesa,
ancora potrei,
di nuovo in uno slancio d'oblio, stringere,
fratello, una mano.
Ma di te, di te più non mi circondano
che sogni, barlumi,
i fuochi senza fuoco del passato.
La memoria non svolge che le immagini
e a me stesso io stesso
non sono già più
che l'annientante nulla del pensiero.
(Giuseppe Ungaretti)

23/10/08

Rock 'n' roll ain't noise pollution

Rock 'n' roll ain't noise pollution

Hey there, all you middle men
Throw away your fancy clothes
And while you're out there sittin' on a fence
So get off your ass and come down here
'Cause rock 'n' roll ain't no riddle man
To me it makes good, good sense
Good sense Ow Oooh yeah
Heavy decibels are playing on my guitar
We got vibrations coming up from the floor
We're just listening to the rock that's giving too much noise
Are you deaf, you wanna hear some more
We're just talkin' about the future
Forget about the past
It'll always be with us
It's never gonna die, never gonna die
Rock 'n' roll ain't noise pollution
Rock 'n' roll ain't gonna die
Rock 'n' roll ain't noise pollution
Rock 'n' roll it will survive
Yes it will, ha ha ha ha
I took a look inside your bedroom door
You looked so good lying on your bed
Well, I asked you if you wanted any rhythm and love
You said you wanna rock 'n' roll instead
We're just talkin' about the future
Forget about the past
It'll always be with us
It's never gonna die, never gonna die
Rock 'n' roll ain't noise pollution
Rock 'n' roll ain't gonna die
Rock 'n' roll ain't no pollution
Rock 'n' roll is just rock 'n' roll
Oh Rock 'n' roll ain't noise pollution
Rock 'n' roll ain't gonna die
Rock 'n' roll ain't no pollution
Rock 'n' roll ain't gonna die
Rock 'n' roll ain't no pollution
Rock 'n' roll it'll never die
Rock 'n' roll ain't no pollution
Rock 'n' roll
Oh
Rock 'n' roll is just rock 'n' roll, yeah
(AC/DC)

22/10/08

La capacità di creare e ricreare il mondo

La capacità di creare e ricreare il mondo
La creatività consiste nel mantenere nel corso della vita qualcosa che appartiene all'esperienza infantile: la capacità di creare e ricreare il mondo. È l'onnipotenza del pensiero propria dell'età infantile.
(Donald W. Winnicott)

La regia del filmato
"una settimana di street art" è opera di Daisuke Yamamoto

(Post dedicato ad Hellvis e alla imminente apertura del suo spazio)

20/10/08

Novembre 2008 al Clan Destino

Novembre Scaglie 2008
Domenica 2 Novembre ore 21.30
The Fountain - L'albero della vita
di Darren Aronofsky
(2006 USA 96')

Domenica 9 Novembre ore 21.30
Il salario della paura
di Henri-Georges Clouzot
(1953 FRA/ITA 131')

Domenica 16 Novembre ore 21.30
I'm a Cyborg, But That's OK
di Park Chan Wook
(2006 Sud Corea 105')

Domenica 23 Novembre ore 21.30
Stalker
di Andrei Tarkovskij
(1979 URSS/RFT 163')

La Rete del Sesso Gratis

La Rete del Sesso Gratis
Porno Gratis su Internet
...e le videoteche (come le riviste del settore) vanno in fallimento...negli anni passati i noleggi dei porno (circa il 60% del fatturato di una videoteca) permettevano ai pochi gestori illuminati di comprare anche i film d'autore di nicchia che avrebbero garantito pochi, ma selezionati affitti...
Internet Porn
di Max Joseph (2007)

19/10/08

The Desert is a Circle (Alejandro Jodorowsky)

The Desert is a Circle
Musica composta da Alejandro Jodorowsky
Eseguita dai Shades of Joy (1970)

"Nel campo artistico sono uno sperperatore,
quelli che dispenso sono pezzi del mio ego,
pezzi di me che faccio bruciare..."
(Alejandro Jodorowsky)

18/10/08

La ricerca del Grande Animale

La ricerca del Grande Animale/ Blogging like a Beast
Circa dieci anni fa, il gruppo di Scaglie partì verso la Francia sud-occidentale per esplorare le grotte di Lascaux, costituite da un insieme di caverne ornate da splendidi esempi di arte parietale, risalenti al periodo Paleolitico superiore. Il tema più comunemente raffigurato in queste grotte è quello di Grandi Animali, alcuni sconosciuti alla nostra epoca, tutti dipinti con grande abilità e dedizione.

La nostra idea di partenza era quella di scovare il nostro personale Grande Animale, aiutati dall'oscurità ancestrale e dalla trance indotta dall'ipnosi, dal ricorso all'iperpnea protratta o attraverso altre preoccupanti metodiche...ciò che perseguivamo era ritrovare una traccia e un senso, attraverso il disvelamento dell'Animale, nostro peculiare e individuale simbolo totemico. Ci guidavano le parole di Carl Gustav Jung secondo cui "la vera terapia consiste nell’approccio al divino; più si raggiunge l’esperienza del divino, più si è liberati dalla maledizione della patologia". Ma parallelamente ci guidava l'idea di provare a fare un'esperienza iniziatica quasi sciamanica, consci che in origine la parola sciamano deriva da shaman, termine coniato dai tungusi siberiani. Per questo popolo designa "“il guaritore attraverso gli spettri”, colui che interseca filosofia, arte e medicina e che riesce a fare visita al mondo compresente degli spiriti animali.
Trovammo a sorpresa il mostro onniforme, vera e propria testimonianza sconvolgente dell'irruzione del divino nella dimensione umana e parallelamente simbolo dell'irrazionale e del caos...

...colui che nel XVI secolo salì agli onori della cronaca come "Mostro di Ravenna", una creatura arcana, con un corno in testa, due ali e un unico arto inferiore squamoso, terminante in un piede artigliato simile a quelli degli uccelli da preda, dotato di un terzo occhio posizionato sull'unica rotula e con caratteristiche somatiche della natura sia del maschio che della femmina. Sul torace l'apparizione mostrava l'enigmatica figura di una Y greca e sull'addome la forma di una croce.
Lo sapevo io che non c'era da fidarsi di Igor...

Oggi si festeggia il primo anno di blogging e il cabalistico 379° post...prosit!

16/10/08

Rapporto Confidenziale - numero otto

Rapporto confidenziale - numero otto
Rivista digitale di cultura cinematografica
A Saragozza, oltre al tradizionale pianista, ogni sala aveva il suo explicador, cioé un uomo che, in piedi, di fianco allo schermo, spiegava a voce alta l'azione. Diceva per esempio: "Adesso il conte Hugo vede passare sua moglie a braccetto con un altro uomo. E adesso vedrete, signore e signori, ecco che apre il cassetto della scrivania per prendere la rivoltella e assassinare la moglie infedele".
Il cinema introduceva una forma di racconto talmente nuova, talmente insolita, che la stragrande maggioranza del pubblico faticava parecchio a capire cosa succedeva sullo schermo, e come si potessero concatenare gli avvenimenti da una scena all'altra. Noi ci siamo abituati inconsciamente al linguaggio cinematografico, al montaggio, alle azioni simultanee e successive, perfino al flashback. Ma allora, il pubblico stentava a decifrare un nuovo linguaggio.
(Luis Buñuel)
Le piccole sale stanno inesorabilmente chiudendo i battenti e il pubblico cinematografico attuale è ormai quello dei multiplex...
Il sovraccarico di immagini in movimento (e non) da cui siamo quotidianamente bombardati impone la necessità di fermarsi e trovare il tempo di riflettere...

EDITORIALE di Alessio Galbiati

Fare il cinema, in questa epoca - nella quale ci accingiamo ad incominciare a vivere e della quale presto comprenderemo la premonizione che fu l’epoca nostra (1) - diverrà sempre più complesso e per questo necessario. L’epoca della riproducibilità tecnica dell’opera d’arte ormai giunta all’epifania del dispiegarsi del proprio potenziale rende alla portata di molti (mai tutti!) l’armamentario tecnico (appunto) per l’edificazione dell’immagine in movimento. Il nuovo cinema italiano è campione del budget minimale, i nuovi (centomila?) autori dovrebbero (ma in realtà già lo fanno e pure da qualche decennio) andare là dove si insegna a fare il cinema a tenere simposi sull’esperienza accumulata (ma quali sono davvero i luoghi dove si impara a fare il cinema?). Fare un film è, oggi più che mai, il miracolo della raccolta dei fondi necessari per fare il film. Spesso l’impegno è talmente gravoso che da mezzo per il raggiungimento d’un fine, la raccolta fondi diviene essa stessa il fine. In buona sostanza c’è bisogno di soldi, quantomeno un sistema di credito agevolato, magari (!) privato. Privato dal viscido paternalismo ministeriale, il cinema può tornare ad essere libero mercato di emozioni e saperi? La realtà, al solito sorprendente, ci racconta che un cinema completamente libero esiste ed è talmente vivo da mettere in discussione il presunto idillio d’un epoca mitica ormai perduta, che poi così libera non è (quasi) mai stata. La prima vera rivoluzione fu il Super-8, qui da noi fu Grifi fra i primi a comprenderlo (ma anche mio padre non si lasciò sfuggire da sotto il naso la possibilità di riprendere matrimoni, viaggi di nozze e cresime), al mondo invece lo fece capire Abraham Zapruder con la sua preistorica Bell&Howell Zoomatic Director Series otto millimetri modello 414 PD (2). Ad esser più precisi la rivoluzione fu opera della Kodak che, nel ‘65, introdusse il formato fornendo ad una cifra assai più ragionevole del 35mm miliardi di km di pellicola pronta per essere impressionata. A quel punto la realtà fu per la prima volta davvero a portata d’un numero assai più vasto d’esseri umani. E’ un peccato che non esista una “Storia del cinema amatoriale”, sarebbe una lettura fantastica, cercherei il capitolo dedicato ai “viaggi di nozze” e cercherei la sezione dedicata a Venezia per sapere in che modo la città sia stata ripresa e di quanto il cinema, quello con la ‘c’ maiuscola, abbia condizionato questo modo di mettere in scena la realtà. Oggi il digitale apre la possibilità di fare cinema ad un numero ancor maggiore di individui, ma i problemi sembrano sempre gli stessi.

La libertà è mettere sempre qualsiasi cosa in discussione e questo esercizio proviamo a farlo pure noi, nel nostro piccolo, inaugurando la seconda fase di Rapporto Confidenziale. Con il numero otto, che segue l’enorme sforzo dello speciale uscito in settembre e dedicato alla 61° edizione del festival del film di Locarno, ricominciamo la cadenza mensile delle nostre pubblicazioni cercando di divenire sempre più chiari al lettore, compatti nella struttura e gradevoli alla vista per cercare di “professionalizzare” il più possibile questo progetto che vorremmo indistinguibile da fratelli maggiori assai più danarosi. In questo numero troverete al solito parecchie chicche cinéfile, c’è un articolo dedicato a quell’oscuro e mitico attore che è stato Lon Chaney come pure due recensioni di pellicole dirette dal dimenticato Tod Browning. Inauguriamo poi una sezione dedicata a quei film ingiustamente precipitati nell’oblio della memoria: “Detour à la raison” è il nome che abbiamo scelto. Un nome che gioca con il leggendario film di Elgar G. Ulmer, sommo esempio di qualità celata all’interno d’una produzione di serie B. Ma parliamo anche di David Lynch e della sua perturbante sit-com malata dedicata ai conigli. Buttiamo anche l’occhio ai film nelle sale, a quelli popolari (Burn After Reading) ed a quelli invisibili (Haiti Chérie), che facciamo parlare direttamente perché ci piace l’idea di concepire RC come spazio aperto alla produzione indipendente italiana. In questa direzione c’è uno speciale dedicato alla malastrada.film, piccola casa di produzione e distribuzione siciliana che abbiamo il piacere di presentarvi con dovizia di particolari. C’è poi il report del Volcano Film Festival, manifestazione della quale siamo stati media partner e che anche in questo numero vi raccontiamo attraverso una lunga intervista al suo direttore artistico.

Un’ultima cosa prima di lasciarvi alla lettura, con il numero otto inauguriamo anche un nuovo modo di concepire la copertina di RC. Abbiamo infatti pensato che fosse una cosa interessante e piacevole dare carta bianca per la sua realizzazione ad un artista ogni volta differente. Ad ottobre la firma è quella di Maurizio Giuseppucci, un artista che utilizza il cinema come dato manipolabile. Del resto anche noi di Rapporto Confidenziale facciamo lo stesso.

Buona lettura.

note. (1) Scrivo in giorni di crack borsistici durante i quali editorialisti pluri-laureati di mezzo mondo scrivono d’un nuovo ventinove. (2) Dice wikipedia.

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"L'imbroglio finanziario che presiede ai grandi film commerciali è scandaloso. Il novantanove per cento dei film girati non meritano queste spese enormi. il denaro è contro l'arte, l'eccesso di mezzi tecnici sono contro l'arte. Tutte le decadenze artistiche hanno origine nell'arricchimento. E' difficile essere ricchi. Il cinema rischia di morirci." (Fernand Léger 1881- 1955)

"Perché mai il cinema deve essere considerato un'industria? Se il cinema morirà, sarà proprio perché era arte, era cultura, e l'hanno cacciato a forza tra i profitti e perdite." (Robert Altman 1925 - 2006)

"Fare film vuol dire soltanto una cosa: procurarsi i soldi per rendere vivi i tuoi sogni." (Alan Rudolph 1943 - ?)

"Qualcuno sostiene: "Al cinema è stato fatto tutto".
Il cinema è immenso.
Non è stato fatto niente."
(Robert Bresson 1901 - 1999)

14/10/08

L'inconscio biologico della visione (Alberto Grifi)

L'inconscio biologico della visione
Alberto Grifi

"l'occhio...l'occhio...l'occhio, rispetto al mestiere di cui sto raccontando, era evidentemente l'epicentro intorno al quale le sue protesi cibernetiche, obiettivi e pellicole, avrebbero dovuto, orbitando, compiere le loro evoluzioni...non si trattava più di guardare il mondo attraverso il macchinario cinematografico, che nella presunzione di essersi definitivamente insediato al posto dell'occhio biologico, andava regolamentando la norma visiva. Era un bel gioco lavorare in questa direzione. Mi ero servito di lenti, prismi, specchi di vari tipi, come questo per esempio, nel tentativo di fondare una nuova grammatica visiva che tendesse a far emergere, insieme al passato filogenetico dei corpi in uno spazio a più dimensioni, l'inconscio biologico della visione, facendo anche tesoro di quella meravigliosa esperienza che ci avevano regalato le sostanze psicotrope...C'è una verità che sta sotto gli occhi di tutti, ma che nessuno vide...ed è la semplice constatazione che ognuno di noi è, come dire, una piccola cellula di un organismo più grande, che è il pianeta sul quale abitiamo...la Terra è un essere vivente, un'astronave viva sulla quale viaggiamo, dove tutto è vivo...acquisire nel quotidiano questa coscienza porterebbe ad una mutazione profonda nella concezione del fare politica e del nostro modo di agire...Sarebbe bello, pensavo, creare un luogo di sperimentazione dove il più lontano passato biologico possa essere scomposto nell'universo relativistico e ricomposto, viaggiando attraverso l'infinità di tutti gli esseri viventi che compongono la vita sul pianeta...Progettare un corpo collettivo, nuovo, configurare una nuova geografia di passioni, molto al di là dei limiti angusti dell'orizzonte antropocentrico...e da lì ricomporre una nuova intelligenza, abituata a considerare che è il nostro pianeta, è lui la creatura vivente, composta da un intreccio cervellotico di condizioni biologiche, di soggetti viventi diversi, di pulsioni libidiche differenti tra loro, tante quanti sono i suoi abitanti, non solo quindi gli uomini e le donne, ma anche l'infinita varietà degli animali e delle piante...e non va dimenticato che nel pensiero primitivo originario tutto è vivente, anche il mare...le montagne...il vento...i fiumi..."
(Alberto Grifi)

12/10/08

Sciocchezze (Jean-Pierre Jeunet)

Sciocchezze, catalogo nostalgico dei piaceri della vita
Foutaises, catalogue nostalgique des plaisirs de la vie
di Jean-Pierre Jeunet (1989 FRA 7')

10/10/08

Arpia (Raoul Servais)

Arpia - Harpya
di Raoul Servais (1979 BEL 9')

09/10/08

Il Vampiro (Jean Painlevé)

Il Vampiro - The Vampire
di Jean Painlevé (1945 FRA 9')

08/10/08

The Monster of Camp Sunshine (trailer)

The Monster of Camp Sunshine (trailer)
or How I Learned to Stop Worrying and Love Nature
di Ferenc Leroget (1964 USA 74')
video
"Secondo me, il Trash è stato inventato dopo mezzanotte"
(Florian Flicker)

07/10/08

Flesh (Edouard Salier)

Flesh
di Edouard Salier (2005 FRA 9')

The Empire unveils everything
but sees nothing
Its enemies idealize everything
but tolerate nothing
For some the earthly orgasm
of virtual whores
For others the eternal orgasm
of 70 heavenly virgins
What if it all came down to FLESH?

06/10/08

Living (Zwartjes)

Living
di Frans Zwartjes (1971 OLA 14')


Per vederlo cliccare QUI

Sono giunto alla linea
dove ha termine
la nostalgia,
e la goccia di pianto si muta
in alabastro di spirito.
(Garcia Lorca)

04/10/08

Che cosa sono le nuvole? (Pasolini, Modugno e Totò)

CHE COSA SONO LE NUVOLE? (Pasolini, Modugno & Totò)

Ch'io possa esser dannato
se non ti amo.
E se così non fosse
non capirei più niente.
Tutto il mio folle amore
lo soffia il cielo
lo soffia il cielo... così.

Ah! Malerba soavemente delicata
di un profumo che dà gli spasimi!
Ah! ah! tu non fossi mai nata!
Tutto il mio folle amore
lo soffia il cielo
lo soffia il cielo... così.

Il derubato che sorride
ruba qualcosa al ladro,
ma il derubato che piange
ruba qualcosa a se stesso.
Perciò io mi dico
finché sorriderò
tu non sarai perduta.

Ma queste son parole
e non ho mai sentito
che un cuore, un cuore affranto
si cura con l'udito.
Tutto il mio folle amore
lo soffia il cielo
lo soffia il cielo... così.

Ah...straziante, meravigliosa, bellezza del creato...

L'Arte dei manifesti cinematografici

L'Arte dei manifesti cinematografici
I manifesti cinematografici hanno il raro dono di comunicare un'emozione e riescono a rianimare una triste parete, spesso meglio di un buon quadro...forse perché (come scriveva Brunetta) accendono i nostri sogni...o a volte fanno riaffiorare i nostri incubi...

Il gabinetto del Dott. Caligari di Robert Wiene (1920)


Metropolis di Fritz Lang (1927)


Vampyr di Carl Theodor Dreyer (1932)


King Kong di Ernst B. Schoedsack & Merian C. Cooper (1933)


The Blob di Irvin S. Yeaworth Jr (1958)


Possession di Andrzej Zulawski (1981)


Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick (1999)


Il Labirinto del Fauno di Guillermo Del Toro (2006)

01/10/08

Careful With That Axe, Eugene

Careful With That Axe, Eugene
Pink Floyd

Si è riempito di luci
il mio cuore di seta,
di campane perdute,
di gigli e di api
e me ne andrò lontano,
più in là di quei monti,
accanto alle stelle.
(Garcia Lorca)